Appunti di un viaggiatore parte IV - Magazine

Viaggi Magazine Giovedì 24 luglio 2003

Appunti di un viaggiatore parte IV

Magazine - Sulle pagine di mentelocale.it tornano i racconti di viaggio di Andrea Maria.
Lui non c'è più. Ma il suo amico Alessandro ha voluto ricordarlo inviando a noi queste pagine: semplici appunti che Andrea aveva voluto diffondere in rete.
Per leggere del viaggio di Andrea Maria a Buenos Aires e le parole che Alessandro gli ha dedicato clicca
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Bocas del Toro

Per chi ha avuto padre e nonno imbarcati sulle petroliere da megatons e dai mille gradi, Panama è il luogo di Fitzcarraldo e Corto Maltese, che in un intreccio mefitico di libertà, sudore e nafta fanno immaginare uomini soli in divisa con una donna sempre troppo lontana da amare.
Invece Panama è solo un vecchio ponte arrugginito al posto di confine di Sixaola, tra le piantagioni di banane e i binari di una ferrovia ormai in disuso, preludio di una discesa a capofitto verso la Bocas del Toro, con un tassista che parla troppo e troppo male di armi e cocaina per ritenerlo completamente disinteressato.

La cittadina di Almirante è squallida e verace, ma la Lancia che ci porta all'Isla Colon non aspetta chi ha voglia di incontri ambigui e maledetti. Colon è una strada lunga e larga, con belle case in stile caraibico dove pochi ristoranti, molte pensioni e spartane agenzie che offrono escursioni ci accolgono con discrezione stranamente britannica. Tuttavia l'atmosfera rilassata è evidente, anche se manca qualcosa di cui non ci rendiamo subito» conto: lo capiamo quando, sudati e accaldati, non desideriamo altro che tuffarci in mare e ritemprarci sotto una bella palma. La spiaggia non c'è.

La più vicina è a una decina di chilometri dal paese, ci dicono, perchè arrivati a Panama un pò per caso e un pò per spirito d'avventura non possediamo neppure una guida. Panama è meno cara della zona caraibica del Costarica ma, stranamente, noleggiare una bicicletta costa dieci volte di più. Il mio compagno di viaggio me lo rinfaccierà più volte dopo che lo costringo ad una Parigi-Roubaix tropicale per raggiungerè la Playa di Bluff dove onde monumentali e dune sahariane ci accolgono nella spiaggia più selvaggia che io abbia mai visto. Oddio, fare il bagno è un'impresa, ma se vedessimo Venerdì uscire dalla giungla non ci stupiremmo neppure un pò.

I 15 $ per l'escursione in barca tra le mangrovie del Parco naturale di Isla Bastimentos sono sicuramente ben spesi e l'incontro del terzo tipo con un bestione di barracuda nelle cristalline acque di Coral Bay rimmarrà sicuramente memorabile, quasi quanto la sfida all'ultimo sangue in un malfamato e fumoso billiardos locale a colpi di birra e di sponda, con degli indios più ubriachi che mai (vabbè, lo ammetto: prima mi ero fatto un'aragosta e una bottiglia di vino nel ristorante migliore del paese. Ma era la notte di Natale e una digressione ci può anche stare). Una leggera pioggerellina londinese non riesce a scacciare l'afa soffocante ed è quando il ventilatore della stanza in cui facciamo finta di dormire esala "l'ultim mortal sospiro" che decidiamo di lasciare le Bocas con ancora negli occhi e nel cuore la squisita gentilezza di Maritza, la proprietaria dell' hospedaje che ci alloggia e che, l'ultima sera, ci invita a cena: il casado (riso e fagioli) e il pollo che ci offre sono una vera schifezza, ma la sua simpatia e dolcezza ci fanno rimpiangere di dover partire.
Ora ci attende una ripida impennata sulla cordigliera panamense in cerca, finalmente, di un un pò di refrigerio.

Andrea Maria

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