Uno spazio aperto a tutti - Magazine

Attualità Magazine Martedì 22 luglio 2003

Uno spazio aperto a tutti

Magazine - Un laboratorio. Occupato. Non è facile trovare un posto così a Genova: un gruppo di ragazzi e ragazze (sono circa cinquanta persone) si è rimboccato le maniche e ha creato un centro aperto a tutti.
Ma partiamo dal principio. L’occupazione dell’ex Università di Economia di via Bertani ha avuto inizio l’11 maggio scorso. I ragazzi si sono trovati di fronte un palazzo tanto antico quanto decadente. Dentro non c’era più nessuno: lo spazio era completamente abbandonato, e da parecchi anni. Perché non utilizzarlo per qualcosa di socialmente utile?

Quando arrivo in via Bertani alcuni dei ragazzi discutono intorno a un tavolo tra una marea di quotidiani: fanno la rassegna stampa. Alessandro e Carola si offrono volontari per farmi da cicerone nel palazzo occupato. All’ingresso hanno creato un bar e in giro ci sono ancora i resti della settimana passata: quella dell’. I ragazzi hanno organizzato l’accoglienza per il Genoa Social Forum e per i Disubbidienti. Hanno anche partecipato al corteo di domenica 20 luglio: «ma senza il cerotto alla bocca richiesto dai comitati e », precisa Carola, «Per noi è necessario “gridare” la rabbia e non reprimerla. E con il nostro camioncino abbiamo messo musica a tutto volume».

«Lo scopo dell’occupazione è quello di creare uno spazio che sia aperto a tutti», spiega poi Alessandro, «chiunque è ben accetto e può proporre le proprie idee». Un esempio è quello dello spazio dedicato al teatro: «ci sono già due gruppi teatrali che qui hanno modo di provare».
Girando per il palazzo scopro che il gruppo si è dato davvero da fare: una stanza è dedicata ai computer, che sono addirittura muniti di Internet, poi ci sono la palestra e la biblioteca. «Quando siamo arrivati c’erano ancora i libri che appartenevano all’Università, abbandonati. Solo adesso ne è stata riscoperta l’importanza storica», dice Carola.
È stato anche creato un laboratorio artistico grazie agli allievi dell’Accademia delle Belle Arti genovese.

Ed ecco che, all’ultimo piano, Alessandro e Carola mi mostrano quello che è il vero e proprio orgoglio dei ragazzi di via Bertani: la loro stazione radiofonica. «È stato necessario munirsi di un trasmettitore e piazzare l’antenna sul tetto», dice Alessandro. Mica una cosa da niente, penso io. Radio Babylon (la trovate sulla frequenza 106.1 fm, ma solo se vi trovate a Genova centro) trasmette canzoni non stop, oltre a rassegne stampa la mattina, riassunti delle iniziative del gruppo e un radio giornale la sera (alle 21.00 circa).

E nel corso della settimana che la città ha dedicato al triste ricordo del G8, Radio Babylon ha trasmesso in diretta i dibattiti e le cronache delle manifestazioni.

È anche possibile telefonare alla radio per partecipare alle discussioni, basta chiamare il numero 010 8604772.
Ma è stato facile per i ragazzi mantenere occupato lo spazio? «Presto incontreremo le autorità per intraprendere un dialogo con loro. Ma per ora preferiamo restare qui, a turno, anche di notte».

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