Magazine Martedì 13 novembre 2018

Paura di sposarsi: i dubbi di una ragazza, la risposta dello psicologo

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Magazine - Buongiorno,

sono una ragazza di 28 anni e convivo con il mio ragazzo che ne ha 34 da circa 4 anni. Circa 10 mesi fa mi ha chiesto inaspettatamente di sposarlo, e io sono andata in panico. Lì per lì istintivamente ho detto di sì ma poi sono stata assalita da una serie di paure, incertezze e angosce, sono caduta in un circolo vizioso di ansie.

Gli ho detto che non mi sento ancora pronta e convinta a sposarmi, vorrei aspettare di stabilizzarmi lavorativamente (cosa che dovrebbe accadere il prossimo anno spero), e lui mi ha accusata di anteporre il lavoro alla nostra relazione. Invece a me pare un ragionamento razionale e non ci vedo nulla di male.

Lui per un pò di mesi non è tornato sul discorso, e io ne ero sollevata. Invece qualche giorno fa è tornato sull'argomento dicendomi che vorrebbe fissare una data per il prossimo anno: gli ho detto che non voglio, non mi sento convinta (anche se è brutto da dire ma è la verità), che non sento la necessità/desiderio di fissare, organizzare, decidere. Mi sento male perchè sono arrivata a pensare di non essere sicura di lui, o di non essere innamorata a sufficienza e che dovrei sentirmi gioiosa e felice, invece mi sento triste e angosciata.

Non so cosa devo fare perchè lui è una parte molto importante della mia vita, lo vedrei come padre dei miei figli, ma mi sento bloccata da non so cosa, in più mi sento male perchè lui aspetta che io mi decida, solo che io non so cosa fare.

Chiedo consigli, grazie

Buongiorno,

scusi se mi permetto di sorridere, ma ricordo che in un recente passato, erano le donne che volevano sposarsi, mentre gli uomini tentennavano. Ora sembra che i ruoli si siano invertiti e sono gli uomini a volersi sposare, mentre le donne non sembrano avvertire questa urgenza.Ma non é una novita sottolineare come, nel giro di qualche decennio, si siano verificate e si verificano ancora, molte rivoluzioni culturali, che hanno cambiato e di molto, gli schemi di relazione sociale.

Dunque pur avendo mantenuto lo stesso nome, anche l'istituzione del matrimonio e i ruoli di marito e di moglie, hanno subito delle fondamentali mutazioni. Creando non poca confusione. Questa premessa era necessaria per rispondere alla sua domanda sul: che fare? Per prima cosa lei dovrebbe concretizzare le sue inquietudini. Ovvero cercare di capire quali sono i motivi che la turbano rispetto allo sposarsi. E mi permetto di dire che se lei se le  scrive su di un foglio le risulterà più facile dare una forma piü chiara ai suoi pensieri ed emozioni.

Allo stesso modo bisognerebbe che lei chiedesse al suo lui quali sono i motivi per cui vuole sposarla  (anche qui é meglio che lui se li scriva). In altre parole bisogna capire e condividere cosa entrambi vi aspettate che cambi ( in meglio o in peggio)  tra la vostra relazione attuale e l'essere sposati.

Ad esempio, cosa si aspetta lui da una moglie e come pensa che debba comportarsi per essere un buon marito. E viceversa cosa si aspetta lei da un marito e come pensa di doversi comportare per essere una buona moglie. Sembrano cose banali ma dentro  di noi ci potrebbero essere dei punti di riferimento nati e assimilati in una situazione familiare vissuta nel passato che potrebbero non essere più altrettanto giusti o accettabili, nel nostro tempo.

E non sempre vale l'aver fatto l'esperienza della convivenza se pure lunga e positiva. Perché se ci si vuole sposare, evidentemente ci si aspetta qualcosa di diverso dalla convivenza. E in fondo questo non sapere bene cosa cambierà diventando non più compagni ma marito e moglie giustifica la sua ansia. E non c'entra l'essere piu o meno innamorati anzi, forse è proprio perche ci si vuole bene e si sta bene con una persona che ci spaventa il cambiamento.

Spero di esserle stato d' aiuto

Saluti
Dott.Marco Emilio Ventura
Psicologo Psicoterapeuta Mental Coach
Genova

di Marco Ventura

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