Magazine Martedì 9 ottobre 2018

Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Magazine - Dopo l’ascesa al potere di Hitler in Germania, Gerhard Schliemann, un patologo, un medico specialista ebreo tedesco con la moglie Elsa e i due figli Peter e Susy, è costretto ad abbandonare Francoforte e la Germania per sottrarsi alle persecuzioni naziste. Gli Schliemann si rifugeranno dapprima a Zurigo e, quando il dottore riceverà dal Dipartimento di Medicina di Istambul la proposta di andare a lavorare in Turchia per rinnovare e modernizzare l’università di Darülfünun, la accetterà.

Non gli resta che trasferirsi sulle rive del Bosforo, dove si farà raggiungere dalla famiglia, per approfittare della sicurezza e della generosa accoglienza di quel paese che per loro finirà con trasformarsi in una patria di adozione. In quegli anni la Turchia è governata in modo illuminato da Atarurck, ex ufficiale dell’esercito, fondatore e primo presidente della Repubblica Turca, che mira a far diventare il paese moderno e alla pari con gli stati occidentali. Gerhard Schliemann sarà un motore trainante che, con il prestigio professionale e la sua dialettica, saprà convincere altri medici e scienziati, ebrei e non, a raggiungere la Turchia per dare un forte impulso di sviluppo alla nuova università. Il costante impegno ospedaliero e universitario di Schliemann consentirà alla sua famiglia, privata della nazionalità tedesca per motivi razziali, di ottenere quella turca.

Gli usi e costumi dell’antica città musulmana, avranno un fortissimo impatto sulle loro vite, fino a ridisegnare i loro concetti di patria e appartenenza. Mentre Gerhard Schliemann e Susy sua figlia, affascinati dal patrimonio turco di conoscenze e di usanze, cominceranno subito a integrarsi imparando la lingua, Elsa, sua moglie e Peter, suo figlio, restii a inserirsi nel tessuto locale, continueranno a considerarsi solo tedeschi, facendo fatica ad affrontare le difficili scelte di chi ha dovuto abbracciare un nuovo futuro. In questa lunga e avvincente saga familiare, Aişe Kulin racconta tutte le sfide e le difficoltà di una vita in esilio, quella vita vissuta da una famiglia di ebrei tedeschi emigrati in Turchia e poi trasmessa agli eredi, attraverso la linea di sangue della figlia: Suzanne, Susy, che poi è diventata Suzi e che molto presto comincerà a considerarsi come ogni bambina turca di allora “la figlia di Ataturk”. Suzi che, crescendo, sposerà l’amichetto d’infanzia, che viveva nella porta accanto, il suo amore da sempre, e diventerà musulmana. E condividerà con lui un’esperienza di difficile militanza a sinistra. La loro unica figlia, Sude, avrà una vita intensa, aperta, particolare, divisa tra due mondi e Asri, la nipote, ne comincerà una completamente diversa.

Le Quattro donne di Istanbul (Newton Compton 2018, pp 352, Euro 9,90) di Aişe Kulin, è una lettura molto interessante offerta da un romanzo contemporaneamente suggestivo e commovente, in cui la Kulin cita con gratitudine il contributo dato per anni alla cultura della Turchia dai tanti scienziati europei, uno storico episodio del suo paese, poco noto e che meritava assolutamente di essere ricordato. Un romanzo che elegge a privilegiato palcoscenico la storia della Turchia - dagli anni ‘30 al 2016, e dunque più di ottanta anni di storia - con una lunga carrellata descrittiva che comprende i tanti e continui e rivoluzionari sconvolgimenti culturali e politici che l’hanno segnata e scossa profondamente fino a oggi. E che purtroppo dopo troppi pochi anni di vera democrazia ha visto soprattutto il susseguirsi di prevaricazione e follia condita da sangue, incomprensione e odio fino ai giorni nostri.

I personaggi femminili, le quattro donne del titolo e che impariamo a conoscere e ad apprezzare nella trama: Elsa, Suzi, Sude ed Esra, tutte donne forti che lasceranno ciascuna il segno sulle successive generazioni, saranno costantemente alle prese con nuove sfide. E purtroppo anche l’incancellabile marchio dell’ebreo, nonostante la successiva islamizzazione e vero senso di appartenenza al paese, continuerà a pesare su di loro inesorabilmente. 

Ayşe Kulin, nata nel 1941, è una delle autrici più amate della Turchia, e i suoi libri hanno venduto in patria più di dieci milioni di copie. Nel 2011, l’edizione turca della rivista Forbes l’ha definita la scrittrice più influente in tutto il Paese. Oltre ad aver firmato diversi bestseller internazionali, ha lavorato come produttrice e autrice cinematografica e televisiva. L’ultimo treno per Istanbul è stato il suo primo libro pubblicato in Italia, con successo di pubblico e critica e ha vinto il Premio Roma. La Newton Compton ha pubblicato anche L’ultima famiglia di Istanbul e Le quattro donne di Istanbul.

di Patrizia Debicke van der Noot

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