Magazine Mercoledì 10 ottobre 2018

Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca

Magazine - Prima un corpo senza testa, poi una testa senza corpo: due diversi delitti, ma che, si scoprirà essere collegati tra loro sono il fulcro di Peccato mortale (Einaudi 2018, pp 248, Euro 17.50) ultimo romanzo dedicato al commissario De Luca, il protagonista cult della serie di gialli che Carlo Lucarelli ha ambientato nell’era fascista e nel dopoguerra. Ma se con Intrigo italiano eravamo arrivati fino agli anni ’50 , stavolta si torna diritti agli anni’40.

Peccato mortale si svolge infatti tra luglio e settembre del 1943. E senz’altro la fase più drammatica della trama avverrà tra il 25 luglio e l’8 settembre quando, prima sarà dato l’annuncio della caduta di Mussolini, poi ci sarà la firma dell’armistizio. L’Italia, l’Emilia tutta e Bologna in particolare stanno vivendo il periodo più buio e sanguinario dell’era fascista, con gli alleati che attaccano la penisola e colpiscono duramente case, beni e affetti degli italiani. Ḕ un periodo incerto, inquietante, allucinato. Una bella mattina d’estate l’Italia si era svegliata senza più il fascismo e praticamente pochi giorni dopo aveva i tedeschi in casa a fare da padroni. E proprio nel caos che ha accompagnato quei terribili momenti, De Luca, il commissario che non è laureato in virtù di una legge del ‘38, l’enfant prodige, della polizia criminale di Bologna, si troverà implicato in un’indagine su un corpo senza testa.

Facile anzi normale per lui, un omicidio, un lavoro che sa fare bene, che contempla chilometri di strada a vuoto, tracce da seguire e magari qualche botta da mettere in conto se ficchi il naso dove non dovresti. E che invece diventa subito una specie di rebus, perché la faccenda assume presto toni biecamente politici, scomodi in quei tempi infidi del fascismo. Per qualche giorno poi la situazione bolognese si ribalta, liberta? Eh no. E ben presto diventerà peggio perché, firmato l’armistizio con le forze alleate, più di mezza Italia si ritrova piegata sotto il tallone dei tedeschi e Bologna ci andrà di mezzo.

Insomma, il commissario De Luca, che guida la sezione della polizia criminale della Questura di Bologna, si troverà coinvolto in una indagine che, partendo da un delitto inquinato dalla caccia a dei borsari neri, si trasformerà in una inchiesta per omicidio. Una trama criminosa che tocca anche autorevoli membri del potere. Il suo viscerale senso della giustizia lo costringe ad andare avanti caparbiamente, la sua fame di verità l’acceca quasi davanti a un mondo che si sta dissolvendo e che, forse avviato a scomparire, si barcamena all’insegna del si salvi chi puo’. Certamente due sia pur efferati delitti non sono più la priorità di una città impaurita, piagata dalle bombe che uccidono indiscriminatamente, solcata ogni giorno da rivoluzionari cortei comunisti, dove i doppiogiochisti fanno da padroni, drammaticamente avviata verso un tragico epilogo. Ma il commissario De Luca, di tutto questo non se ne cura, lui rappresenta la legge, la difende e quindi, se ci sono degli assassini, vanno arrestati, indipendentemente che il mondo intorno a lui sia pieno di criminali di altra specie. Che siano nobili decaduti, gerarchi, tutti trasformati in banditi che si approfittano di chiunque per soddisfare le proprie voglie mentre la gente è impaurita e vessata anche dalla massiccia presenza degli ex-alleati tedeschi sul territorio.

De Luca, invece, si sente estraneo a queste cose, sa solo di essere un buon investigatore senza colore politico, di dover incastrare i criminali e, accecato dalla sua brama di giustizia va dritto per la sua strada e a ogni costo.

Lucarelli fece nascere De Luca dopo aver svolto un’approfondita ricerca sulla polizia ai tempi del fascismo e su quello che era accaduto a questa polizia dopo la caduta di Mussolini. Scoprendo l’assurda verità di alcuni poliziotti che si erano trovati a perseguitare gli anti-fascisti, poi i fascisti e poi gli ex-partigiani. Per spiegare il come e il perché, cominciò a raccontare di un commissario, un bravo poliziotto, il più bravo della questura che lavora nella polizia di Stato, e quindi nella polizia fascista, ma che non è un fascista, è una brava persona, un non violento che non chiude gli occhi davanti alle ipocrisie e alle malefatte che lo circondano e riesce a vedere gli odiosi espedienti utilizzati dai servi del regime per colpire chi non è allineato.

Ma il pregio e in un certo senso il limite di De Luca è di essere un poliziotto fino al midollo, che sembra quasi ossessionato dall’idea di dover risolvere a ogni costo il suo caso, di dover arrivare alla verità. E proprio in Peccato mortale Carlo Lucarelli descrive il quasi fanatico distacco con cui De Luca, mentre la sua Bologna viene bombardata, con tanti che non riescono a capire cosa stia accadendo e cosa sia giusto fare, sfida il pericolo, la morte, solo ossessionato da questo corpo senza testa e da una testa di troppo.

Una brillante carriera, ma anche gli occhi foderati di prosciutto, e in questo Peccato mortale tutto viene a galla, pare persino ritorcerglisi contro. Ma il commissario De Luca è così, lui non si tira indietro, è un animale da caccia, un mastino che deve andare fino in fondo qualunque siano le circostanze. E dunque fare giustizia è inculcato nella sua natura. Il caso va risolto. Sempre. Anche a costo di dover accettare il compromesso. 

Carlo Lucarelli: nato il 26 ottobre 1960 a Parma, scrittore noir ormai di culto del patrio panorama letterario, vive tra Mordano, in provincia di Bologna, e San Marino. Ḕ membro della sezione italiana dell'AIEP (Associazion Internazional Escritor de Poliziaco, fondata a Cuba da Paco Ignatio Taibo II) e dell’Associazione Scrittori-Bologna, ma è anche docente di scrittura creativa sia alla Scuola Holden di Alessandro Baricco a Torino, che nel carcere "Due Palazzi" di Padova. Ḕ inoltre curatore della rivista telematica "Incubatoio 16". Lucarelli ha vinto il "Premio Alberto Tedeschi" con il romanzo "Indagine non autorizzata" nel 1993, il "Premio Mistery" con "Via delle Oche" nel 1996 e con il romanzo "L'isola dell'Angelo Caduto" è stato finalista al "Premio Bancarella" nel 2000, anno in cui ha portato a casa il "Premio Franco Fedeli". I suoi romanzi sono stati tradotti per la prestigiosa Série noir della Gallimard, in Francia. Collaboratore della collana "Stile libero" di Einaudi - nella quale sono inseriti i suoi romanzi "Il giorno del lupo", "Almost Blue" e "Guernica". Lucarelli ha condotto per la RAI il programma televisivo "Mistero in Blu" successivamente intitolato "Blu notte". In ogni puntata Lucarelli narra di un caso insoluto di omicidio come fosse un giallo. Il successo della trasmissione e del suo conduttore è confermato dalla spassosa imitazione che Fabio De Luigi, insieme al trio Aldo, Giovanni e Giacomo, hanno fatto nell'edizione 2003 di "Mai dire domenica". Tra le sue numerose altre attività, Lucarelli scrive sceneggiature di fumetti e soggetti per videoclip (uno dei più recenti: per Vasco Rossi, con la regia di Roman Polanski) e canta talvolta con il gruppo post-punk "Progetto K".

di Patrizia Debicke van der Noot

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