Appunti di un viaggiatore: Costarica - Magazine

Appunti di un viaggiatore: Costarica

Viaggi e vacanze Magazine Giovedì 17 luglio 2003

Magazine - Sulle pagine di mentelocale.it tornano i racconti di viaggio di Andrea Maria (foto sotto).
Lui non c'è più. Ma il suo amico Alessandro ha voluto ricordarlo inviando a noi queste pagine: semplici appunti che Andrea aveva voluto diffondere in rete.
Per leggere del viaggio di Andrea Maria a Buenos Aires e le parole che Alessandro gli ha dedicato clicca
Se vuoi conoscere le bellezze del Nord Ovest dell'Argentina clicca

Costarica

Entri nella soda di Isma e ordini due pesci: uno medio fritto e uno grande in salsa. Dopo mezz'ora ti arrivano due red snapper in salsa caribegna perfettamente uguali. O bello, sei ai Caraibi e donna Isma è la mia nonna negra dal grosso culo e dai denti avorio.
Ci sono tanti motivi per andare a Puerto Viejo de Talamanca, sulla costa Caraibica del Costarica. Il mio è quello di cenare dalla Soda Isma. Il locale non è granché, si salgono tre scalini e un poster della squadra nazionale di calcio ti accoglie più calorosamente della cameriera, o presunta tale: la copia ispanica di Isma, solo molto più piccola e tonda, con lo sguardo scocciato sulle gote gonfie e rosse ripone nel cassetto le parole crociate e ti porge il menù, poi ti avverte candidamente che non ha nulla di quello che c'è scritto e si rimette al lavoro sul cruciverba. L'aria è ferma e calda, il gatto sotto il tavolo è inerme ai tuoi giochi e pure il calipso sviene alla radio. È allora che scatti in strada e corri a prenderti una birra nel supermarket affianco e capisci che sei capitato nel posto giusto. Aspetti e inizi a porti delle domande, ma poi la vedi: un enorme catafalco nero sprofondato su un divano da discarica che guarda la sua telenovela preferita in barba ai nostri red snapper. Non c'è dubbio, è lei: Isma, avvolta nella sua cuffietta bianca stile "via col vento". Sembra una mongolfiera in attesa di prendere il volo.

Un lampo e hai nel piatto il pesce più buono che tu abbia mai mangiato, e anche se in realtà non è così, è come se lo fosse, perché in quel momento nulla può essere più ad hoc del pargo cucinato dal sedere più sorprendentemente tondo di tutto il caribe.
Ti rilassi e chiedi ancora del pane (che non c'è e sei contento che non ci sia). Poi ti giri, scorgi le mani di Isma mentre sferruzza davanti alla tv e preghi che non te le poggi mai addosso. Stai godendo delle ultime lische quando ti scopri a pensare ancora all'enorme, mollo, quasi duro culo Bibrì di tua ormai quasi nonna Isma e non te ne vergogni affatto. Anzi, ti alzi e la vai a salutare in cucina mentre dei surfisti tedeschi si siedono al tavolo vicino al tuo. Per un attimo immagini l'espressione indolente e corrucciata di Isma alla vista dei nuovi clienti: come la si può osare disturbare dalla sua telenovela! E invece è già al lavoro col suo incredibile sorriso avorio appeso ai fornelli che ti fa ciao ciao con la manona. Ed è l'immagine della felicità.

Andrea Maria

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