Appunti di un viaggiatore - Magazine

Viaggi Magazine Giovedì 17 luglio 2003

Appunti di un viaggiatore

Magazine - Sulle pagine di mentelocale.it tornano i racconti di viaggio di Andrea Maria.
Lui non c'è più. Ma il suo amico Alessandro ha voluto ricordarlo inviando a noi queste pagine: semplici appunti che Andrea aveva voluto diffondere in rete.
Per leggere del viaggio di Andrea Maria a Buenos Aires e le parole che Alessandro gli ha dedicato clicca

Il Nord Ovest

Avete mai pianto in viaggio? Io sì, e non per dolore, rabbia o sconforto ma per la bellezza monumentale di un paesaggio oltre ogni logica.
Il selvaggio nordovest dell'Argentina è una gemma di rara bellezza incastonata tra Bolivia e Cile. E tu ci capiti quasi per caso.

I quattromila metri della Puna vegliano su Salta "la linda", che è solo l'antipasto di scenari che hanno poco di terrestre.
Ti fai una humita nel bar del mercato e immagini la valle del Rio de las Conchas, La Garganta del Diablo, La valle del Calchaquies e pensi agli occhi azzurri di Billy the Kid. Poi ci vai e mentre aspetti, solo e impaurito, l'ultimo autobus che ti riporti indietro lo vedi (il Billy) tra le cascate di pietra e le cattedrali di sabbia che si stanno richiudendo spettrali su di te. Poi guardi meglio ed è solo, si fa per dire, un enorme cactus in bilico sulla strada che fa capolino dietro a una curva. Sei dentro un western di John Ford e non ti hanno avvertito.

La Puna è Luna e San Antonio de los Cobres è una base spaziale abbandonata. Il fiato manca, l'aria è gelo e il sole brucia dove i guanachi sono ombre. Non esiste orizzonte sulla Puna de Atacama e il cielo, di un blu mai visto, ti avvolge e sconvolge. Così ti chiedi come si possa vivere quassù. E non trovi risposta neppure negli occhi degli indigeni, perchè quella che sta nella loro pelle arsa e dura è una risposta che fa paura. La Quebrada del Toro è commovente: le foreste di cactus sono dei presepi mozzafiato. Alvarado è una fantasia da corsa all'oro, i colori delle montagne sono cangianti; il rosso, il viola, il marrone e il giallo si rincorrono in un arcobaleno di follia. Vorresti fissare in fotografia ogni angolo, ogni immagine, perchè hai paura di poterla dimenticare, ma non ce la fai perché sono troppe, una più bella dell' altra. E allora aumenti il ritmo degli sguardi, ma le cose da vedere e ricordare sono troppe... troppe... non ce la puoi fare. E allora piangi.

La strada per Jujui è una processione di motorgrader, quella della Quebrada di Humahuaca è una lunga striscia fatta prima d'asfalto e poi di polvere, che sa di terra di frontiera. Infatti qua è già quasi Bolivia. L'acqua si può solo immaginare mentre, distruttiva, scivola giù dai cerri disegnando fantasiose geometrie d'incanto tra la terra arida e morbida.
I cactus (cardones) sono, a tremila metri, una bizzarria stupefacente, mentre paesi come Punamarca e Tilcara sono dolci e struggenti in mezzo ad un paesaggio ancora una volta lisergico e avvincente. E i mercatini freak sono un piacevole prezzo da pagare in mezzo a tanta natura incontaminata. Il nord ovest, da Tucuman a La Quiaca, sa di vecchio west, quello vero, quello duro fatto di ladrones e rinnegati che scenari da paradiso lunare non possono cancellare.

Andrea Maria

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