Viaggi Magazine Lunedì 1 ottobre 2018

Polonia da scoprire: tra voli low cost, piatti tradizionali, luoghi della Memoria e castelli. Le foto

Polonia, Castello di Malbork
© Massimo Bisceglie
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Magazine - Polonia dietro l’angolo. Voli low cost per Danzica, Varsavia, Cracovia, Katowice e Breslavia della Ryanair e Wizz Air partono più volte la settimana da 12 aeroporti italiani. Comodi, economici e veloci, hanno incrementato il flusso di turisti italiani che nel 2017 sono stati circa 500.000. Ma non solo. Il fascino indiscusso del paese, le sue spettacolari città d’arte, la calorosa accoglienza dei polacchi, la qualità dei servizi, le efficienti comunicazioni interne, la buona cucina, le ottime birre e i costi contenuti sono la formula vincente. 

Si scopre così un paese inedito dalla storia complessa e travagliata che ha visto la presenza delle fiere popolazioni baltiche, che commerciavano l'ambra con i Romani, lo splendore della corte di Casimiro III il Grande, che introdusse nel Trecento importanti riforme, e la favolosa Età dell’Oro nel XVI secolo, con l’illuminato Sigismondo I, fino a scomparire dalle carte geografiche dal XVIII secolo alla fine della prima guerra mondiale. Infine, la tragedia del secondo conflitto mondiale e il dramma della Shoah. In questi ultimi anni, grazie anche agli aiuti della Comunità Europea, la Polonia sta vivendo un vero e proprio boom economico come si riscontra nel tenore di vita sempre più elevato dei polacchi e nel costante aumento del suo Pil (4,6%). La ricostruzione del paese è stata completata e le ferite della guerra scomparse, ma non dimenticate. Poiché giustamente i Polacchi vogliono tutelare e valorizzare la loro storia e il loro passato. 

Come a Danzica dove le splendide case dei ricchi mercanti del passato, con le loro facciate, alte, eleganti, tempestate di decorazioni e dai luminosi colori, sono ritornate a splendere soprattutto nella Via Reale: 500 metri di gioielli architettonici. Come racconta con passione e competenza Roberto Polce, scrittore e guida turistica, che è rimasto sedotto da questa città dove si è trasferito da alcuni anni. Affidandosi a lui si scopriranno tutti i segreti di questa affascinante città. Anche i posti giusti dove gustare le specialità gastronomiche locali come il Gdanski Bowke Restaurant che prepara squisiti pierogi, grossi ravioli ripieni di ricotta, patate e carne speziata. Il ristorante, fra i più antichi della città, si affaccia sul lungo fiume Motlawa e prende il nome da un personaggio tipico del porto: ironico, pigro e un po’ guascone. Qui attraccavano nel passato i velieri provenienti da ogni parte del mondo e da qui partano i pomposi galeoni di legno che si spingono fino al porto e alla foce della Vistola. 

Nell’area dei cantieri navali svetta la mole color ruggine, simile alla carena di una possente nave pronta a salpare, del Centro Europeo di Solidarność. Inaugurato nel 2014, conserva la memoria della lunga e dura lotta che gli operai della città e del paese hanno affrontato per raggiungere la libertà e la democrazia con gli scioperi degli anni Settanta e Ottanta che hanno visto emergere la figura Lech Wałęsa (premio Nobel per la Pace nel 1983 e presidente della Polonia dal 1900 al 1995). 

Un'altra importante e tragica pagina di storia è stata scritta a Westrplatte, area verde a 7 km dal centro della città, dove la Polonia aveva un avamposto nel famoso Corridoio di Danzica, creato dopo la fine della prima guerra mondiale. Il primo settembre 1939 proprio su questa penisola è iniziato il secondo conflitto mondiale quando una nave da guerra tedesca ha distrutto la guarnigione polacca di cui rimangono pochi resti. Più avanti una grande scritta che si specchia su di un prato sembra urlare a futura memoria: Mai più guerre.

A pochi chilometri la storia volta pagina e si scopre il fascino della Belle Époque Sopot, stazione balneare sul Baltico alla moda fin dall’Ottocento, con il suo molo, il più lungo in legno d’Europa (515 m), e il suo stabilimento liberty di talassoterapia

Ancora un viaggio a ritroso nel tempo a Pruszcz Gdański, che dista 13 km da Danzica, dove sono svelati tutti i segreti dell’ambra a Faktoria, centro culturale in cui è stato ricostruito un villaggio che proprio in quest’area prosperò tra il II secolo a. C. e il V secolo d. C.. Da qui partiva la Via dell’Ambra che in 2019 km raggiungeva Aquileia, consentendo ai mercanti di vendere la misteriosa e preziosa resina, dalle 200 varietà e tonalità diverse, raccolta sulle coste del Baltico e molto amata dai Romani. 

Il più spettacolare dei numerosi castelli disseminati su tutto il territorio polacco è quello di Malbork, 30 km a sud-est di Danzica, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Costruito nel 1276, fu per quasi 150 anni la sede principale dei Cavalieri Teutonici, ordine monastico-militare molto potente che controllava l’antica Prussia e le coste del Baltico. Suntuoso e possente, ancora oggi stupisce e affascina con la sua mole di mattoni rossi, i suoi labirintici fossati, l’eleganza delle sue sale dalle aere volte gotiche riscaldate da un ingegnoso sistema di condotte di aria calda. Nel cortile della parte superiore del Castello il Ristorante Gotic propone piatti tradizionali fra cui il Kura Zielona, petto di pollo su letto di carote noci e sesamo.

Ci si lascia il Medio Evo alle spalle con un treno superveloce e confortevolissimo che dalla deliziosa neogotica stazione di Malbork e in poche ore si raggiungono Varsavia e Cracovia, città d’arte fra le più visitate d’Europa. 

A Cracovia tutto ruota attorno all’imponente Castello Reale del Wawel e alla stupefacente Rynek Główny, la piazza medievale più grande d’Europa, circondata da palazzi e chiese, ma anche da caffè, ristoranti dove gustare le specialità locali, jazz club, discoteche e teatri dove passare la sera. Come sostiene  Bozena Cipollone, attenta guida turistica, che dopo i molti anni passati in Italia è tornata nella sua città che ama moltissimo. 

Due i ristoranti consigliati. Il Pod Aniolami  è un museo con oggetti in rame e statue lignee d’epoca raccolti con passione da Jacek Lodzinski, chef molto noto per i suoi piatti creativi e l’uso delle foglie d’oro su dolci e biscotti allo zenzero. Lo Szara Gęś che propone piatti a base di oca e dolci golosissimi come il Cocco di cioccolato ripieno di gelato alla crema. Il posto giusto per assistere allo struscio della Piazza del Mercato e ammirare la Basilica di Santa Maria che si eleva quasi di fronte.

Quando le campane della Basilica di Santa Maria battono le ore, tutti si fermano e rivolgono lo sguardo alle finestre della torre più alta, dove compare un musicista che con la sua tromba intona l’hejnat (chiamata a raccolta) per quattro volte, segnale di allarme che risale al Medio Evo.

Cracovia per fortuna non ha subito molte distruzioni durante l’ultimo conflitto mondiale, ma è stata purtroppo teatro di deportazioni e violenze perpetrate dai nazisti nei confronti degli ebrei che vivevano nel ghetto di Kazimierz, oggi ritornato ai fasti del passato grazie al restauro delle sue sinagoghe e all’apertura di ristoranti kasher e musei dedicati alla cultura ebraica. Momenti di raccoglimento per non dimenticare nel Cimitero di Remuh, accanto all’omonima sinagoga, dove le vecchie lapidi delle tombe affollano il breve spazio fra le case. 

Di là dalla Vistola si estende il quartiere operaio di Podgórze, dove i nazisti internarono nel ghetto oltre 16.000 ebrei prima di deportarli nei vari campi di sterminio. Subito dopo il ponte si apre Plac Bohaterów Getta, grande piazza con il Memoriale ai Morti del Ghetto costituito da 70 grandi sedie metalliche distanziate fra loro per simboleggiare la partenza dei deportati verso i campi di sterminio.

Più avanti la Fabbrica di stoviglie smaltate di Oskar Schindler, che il film Schindler's List di Steven Spielberg ha reso famosa, è un museo interattivo dove si rivive l’orrore della Shoah. Ma anche l’impegno di questo simpatico e generoso antieroe che salvò con generosità e astuzia la vita di oltre mille dei suoi operai. 

Alle porte di Cracovia, dopo circa 40 km, l’idillio di Oświęcim, cittadina con villette dai giardini curati e pieni di fiori, e l’orrore del male assoluto dei vicini campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau dove sono stati gasati oltre due milioni di ebrei, sinti, rom, omossessuali, polacchi e prigioni di guerra. Sono visitati ogni anno da oltre sei milioni di persone in raccolto silenzio. Quasi un pellegrinaggio. Per non dimenticare. 

Ci si immerge nelle viscere della terra, quasi in un percorso catartico e purificatore, nella Miniera di sale di Wieliczka, che dista solo 14 km da Cracovia, oggi museo. Nelle grandi gallerie sostenute da robusti tronchi di pino si affacciano statue di sale e si apre la grandiosa Cappella di Santa Cunegonda, un’immensa chiesa dove risuonano i canti e le preghiere dei fedeli. Il microclima della miniera e le proprietà terapeutiche del salgemma curano chi è affetto da malattie respiratorie nel Sanatorio a 135 metri di profondità.

Info: Ente Nazionale Polacco per il Turismo, Via G. B. Martini 5, 00198 Roma, tel. 06.4827060.

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