Magazine Mercoledì 16 luglio 2003

L'amore prima di tutto

Ha parlato molto d’amore ieri sera, martedì 15 luglio, ad Alassio , la terza dei sei finalisti che –per concorrere al premio Alassio centolibri- sono tenuti a presentare in pubblico l’opera in concorso. Sala gremita, al punto che sono stati aggiunti dei sedili e una parte del pubblico ha assistito in piedi alla lunga conversazione con Franco Gallea e l’assessore alla cultura Monica Zioni.

Matteucci –autrice di Libera la Karenina che è in te, (Adelphi, 165 pagg., 14 euro)- ha parlato delle Karenina di oggi e della sua nuova vita ligure.
In effetti esili tracce di Liguria compaiono nel libro: una supplenza a Carcare, un San Giorgio tatuato sul braccio di uno dei protagonisti, un riferimento affettuoso a Genova come città dei cani, sono piccoli segnali di un cambiamento radicale avvenuto, quasi inutile dirlo, per amore. Rosa Matteucci, che personalmente non si sente Karenina nemmeno un po’, oggi divide la sua vita tra Orvieto, la città da cui proviene, e Genova, dove vive il suo nuovo compagno. E i genovesi li racconta così: «La gente non capiva quando gli parlavo e io non capivo loro. Ma proprio nelle cose banali, minute: i tagli della carne, i nomi dei frutti. Amo Genova, anche perché lì la gente ama i cani, proprio come me. È una città piena di cani».

Invece il romanzo -il secondo dopo l’esordio con Lourdes, che fu un successo strepitoso- è ambientato in Eritrea: «È un paese che esce da una guerra lunghissima», spiega la scrittrice, «ed è pieno di orfani. Non ci sono quarantenni come me, perché sono tutti morti. Ora, grazie agli aiuti, ci sono bambini che finalmente mangiano, ma che non hanno futuro, perché le scuole sono state completamente distrutte. E io sono capitata lì per tenere compagnia, per un mese, a un’amica che ha iniziato un progetto per ricostruire le scuole. C’è ancora una grande influenza italiana, è come se il colonialismo abbia lasciato lì il meglio di sé, la cultura, l’educazione di 50, 60 anni fa. Ho scritto il romanzo con grande affetto e stima e stima per la gente dell’Eritrea».

Del romanzo Rosa Matteucci ha già parlato ieri in , ma vale la pena di leggere le risposte che ha dato a una domanda che riguarda i nomi, completamente assenti nel romanzo. I tre protagonisti sono: la donna, il ragazzo che aspettava qualcosa e il soldato: «Siccome è una storia nota ai più, la storia di un triangolo amoroso, non ho dato nomi perché ciascuno può battezzare i personaggi come preferisce, rivedendo storie che conosce. Volevo scrivere la storia di un rifiuto e dell’incapacità maschile di amare. Nell’universo femminile, le donne vivono le passioni fino a morirne, e parlo di morte spirituale psichica».

Invece la protagonista del romanzo che Matteucci stava scrivendo dopo Karenina ha un nome, si chiama Margot e doveva morire davvero per amore, una morte fisica non psichica o spirituale. Invece, come accade spesso con i personaggi di questa autrice, si è ribellata alla sua creatrice perché è spuntato –dall’inconscio della Matteucci e si è tuffato sulla carta- un personaggio che potrebbe rappresentare la salvezza della protagonista. Segue lite: Margot vuole vivere, Rosa la vuole morta e la stesura del romanzo è stata, almeno per ora, interrotta.

di Antonella Viale

Potrebbe interessarti anche: , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin , MiniVip&SuperVip. Il Mistero del Viavai di Bozzetto: il cinema si fa fumetto , Il segreto del faraone nero, una nuova stoccata letteraria di Marco Buticchi , Auguri Andrea Camilleri! Lo scrittore compie 93 anni, la recensione del Metodo Catalanotti

Oggi al cinema

Zanna bianca Di Alexandre Espigares Animazione Francia, Lussemburgo, U.S.A., 2018 L’avventura che ha emozionato intere generazioni, per la prima volta in una straordinaria animazione anche in 3D. Guarda la scheda del film