Il domani della Croce Rossa - Magazine

Attualità Magazine Mercoledì 16 luglio 2003

Il domani della Croce Rossa

Magazine - Un importante impegno quello della in Iraq. Alcuni volontari, che già tanto fanno per salvare la vita a noi italiani, dal maggio scorso sono impegnati là dove la guerra ha distrutto intere famiglie e i loro sogni di una vita migliore.
È Maurizio Scelli, commissario straordinario dell’ente, a fare il punto della situazione su quella che è la realtà attuale della Cri nel nostro paese, con un occhio verso quella "missione impossibile" che si è rivelata fondamentale per la salvezza di tanti iracheni in difficoltà.

Giunti a Bagdad, i volontari hanno dovuto affrontare problemi non da poco: innanzitutto, quelli riguardanti la sicurezza dei convogli, che trasportavano i generi di soccorso destinati alle popolazioni civili e agli ospedali. Azioni di saccheggio erano all'ordine del giorno anche a Bassora, nella quale i nostri, armati di acqua e beni di prima necessità, sono riusciti comunque a farsi strada.
Di questo e di molto altro si è parlato nel corso di un incontro che Scelli ha tenuto qualche giorno fa a Villa Marigola di Lerici.
Che dire della situazione della Cri in Italia? Quattromila dipendenti tra civili e militari, trecentocinquantamila volontari tra pionieri (dai 14 ai 25 anni), volontari del soccorso che operano sulle ambulanze fornendo assistenza e intervento nelle emergenze, infermiere volontarie e donatori di sangue. C'è poi il comitato femminile, che si cura anche della raccolta fondi.

Scelli ha in mente alcuni cambiamenti all'interno dell'opera che porta avanti dallo scorso ottobre: «Giro l’Italia per comprendere le varie esigenze delle strutture locali, ma mi sono reso conto che la principale è la sburocratizzazione».
Sono necessari dei rinnovamenti all'interno dello statuto dell'ente, per ottenerne uno più moderno e attuale: «Lo status di ente pubblico ha pregi e difetti», aggiunge, «ma va assolutamente supportato da una normativa e da un’organizzazione che rispettino le esigenze di tempestività e di concretezza che caratterizzano gran parte degli interventi “sul campo” dei nostri uomini».
Scelli si propone inoltre di «favorire un più alto tasso di democrazia che possa agevolare, a livello nazionale e periferico, l’elezione degli organismi dirigenziali».

C'è anche tempo per sottolineare la vittoria di una famiglia irachena, riunificata grazie all'intervento della Croce Rossa: due genitori hanno potuto accompagnare i figli in Italia perchè fossero curati di talassemia. Inoltre, la Croce Rossa, attuando collegamenti con i suoi rappresentanti in Iraq, è riuscita anche a trovare, in soli tre giorni, la sorellina che era rimasta in patria a curare un fratello portatore di handicap.

Il successo dell’iniziativa in Iraq ha permesso alla Cri di impiantare un ospedale da campo in un territorio martoriato dalla guerra. Per questo prezioso è stato l'aiuto offerto dall’ che, ancora oggi, garantisce la presenza di due medici della propria équipe in territorio iracheno.
Giovanni Pastorino, commissario regionale della Cri per la Liguria, ha anche lui qualcosa da aggiungere: l'idea è quella di creazione una scuola della Croce Rossa che coinvolga sia i quadri dirigenziali che il personale attivo sul campo.
In bocca al lupo.

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