Ugo Dighero, un uomo uno show - Magazine

Teatro Magazine Mercoledì 16 luglio 2003

Ugo Dighero, un uomo uno show

Magazine - Dighero: Il Tigre
Dighero: Siproide
Dighero: Sandro
Dighero: Rocco
Dighero: Ragioniere De Blasi
Dighero: La vecchina
Dighero: Il Marines
Dighero: Il muratore Pino
Dighero: Gnappo
Dighero: Steve Imparato

Ugo Dighero è tutto questo e molto altro ancora.
Giovedì 17 sarà a Genova (Arena del Mare - Porto Antico) nelle sue molteplici vesti, mutande e canottiere. È stato annunciato un grande Show di Gnappo, ma in realtà ne vedrete delle belle. Uno speaker con tutti i crismi dello showman americano veuto apposta per presentare lo Gnappo Show, verrà interrotto da:

«Primo, un garante della privacy e della par conditio interverrà per far rispettare la clausola del mistero secondo cui ogni cittadino deve osservare 4 ore al giorno davanti alla TV. Il che vuol dire che tutti quelli che saranno presenti saranno fuori legge perché dovrebbero trovarsi altrove e portare rispetto alle leggi dello Stato. Secondo, Pino il muratore interromperà per dissertare sull’esistenza di Dio. Si porrà alcune domande e attraverso alcuni indizi arriverà anche ad alcune conclusioni rispetto all’annoso quesito “Chi è Dio?”. Terzo, arriveranno gli extraterrestri canemediani alla caccia di canierettili nell’uyniverso. Quarto, finalmente arriverà Gnappo con le sue favole».

Sul ci sono una sfilza di stringhe su “Gnappo non è”, c’è anche la sua storia: orfano dei genitori la cui unica eredità consta di un numero di Novella 3000 e un libro di Favole. Ma chi è Gnappo veramente?
«Gnappo è un catalizzatore di storie. È un personaggio epico-mitico. Racconta storie buone per i treenni fino agli ottantenni. Storie che tutti conoscono e di cui Ganppo propone un punto di vista diverso che rompe i meccanismi affermati ormai da secoli. È in grado di spaziare dai Promessi Sposi a Capuccetto Rosso, ha una potenzialità infinite».
Come lo vedi il 2004? O come non lo vedi? Genova Capitale della Cultura, cosa ne pensi?
«So ancora abbastanza poco. Però la vedo benissimo. Noi genovesi siamo mugugnoni e spesso non ci rendiamo conto di quello che accade nella nostra città. Ma ora che faccio la spola tra Roma e Genova, mi accorgo di più dei cambiamenti. Da qualche anno è stato forte il salto di qualità della città. Specialmente nei weekend, trovare il vicoli affolatti di giovani e i locali aperti è stato veramente un piacere e una scoperta. Negli ultimi anni abbiamo avuto molte occasioni importanti, alcune anche dolorose, però devo dire che le cose stanno andando veramente benone. Dovremmo scrollarci di dosso la paura di prenderci delle responsabilità ed essere un po’ più imprenditori.
In definitiva sono molto ottimista per il 2004».

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