Magazine Martedì 15 luglio 2003

Sette

La chiavetta (parte II)


7b
Poi sulla macchina, riprendendo fiato, parliamo di noi. Sappiamo già tutti e due cosa ci daremo più tardi e questo ci permette di dedicare più tempo a corteggiarci un po’, a intenerirci un attimo. Elettra si gode l’aria della notte che entra dal finestrino abbassato e le scompiglia i capelli riccioli e fulvi. Parliamo. Risalgo la Bondi Road verso il centro ascoltando le sue ultime gratificazioni professionali: l’hanno appena promossa capo-ufficio presso una grande ditta di spedizioni internazionali.
«E tu Rocco, cosa fai per vivere?»
«Ho una dittarella di import-export: compro oggettistica da regalo in pietra, in Italia, in Cina, in Brasile e la propongo a grossisti australiani del ramo».

Svolto sulla Birrell e, dopo un paio di isolati, sulla York. Ancora un paio di semafori e svolto a sinistra, sulla via del vizio, verso il centro della City. Oxfod Street, malgrado l’ora, è affollata e c’è traffico. Le coppie omosex femminili e maschili, passeggiano sui marciapiedi chiacchierando e ridendo, scambiandosi effusioni e, i più decisi, palpeggiandosi. Due giovani donne si baciano con trasporto protette dall’ombra dell’androne di una vecchia galleria d’arte: le guardiamo, ci guardiamo. La sua mano si appoggia sul mio ginocchio, risale verso l’inguine e una volta lì, mi palpa..! Avverto subito il rimescolamento tipico di questi momenti e, a un primo momento di giustificato, se vogliamo, ma pericoloso abbandono, reagisco correggendo leggermente a sinistra la traiettoria della mia 500 L: la mia Fiat Bambino, come la chiamano downunder! Poi mi faccio prendere dalla solita foga di noi Scorpioni e prima di valutare le possibili conseguenze, mi sorprendo ad affermare che, certo, mi piacerebbe farlo con due donne. Lei ritrae la mano! L’ho sparata troppo grossa! Mi volto verso di lei lentamente, temendo di aver fatto del danno, ma il suo sorriso furbo e pieno di promesse, la dice lunga su quello che le passa per la mente. Mi dà un’altra dolce strizzata, accende una Camel filtro e sorridendo mi sussurra all’orecchio: «Vai verso Balmain: andiamo da me! Ho una sorpresa per te che sicuramente gradirai! Vedrai che ti…» e la sua voce sfuma in un sospiro roco mentre la sua lingua si infila nel mio orecchio, impedendomi così di ascoltare il finale della sua allettante promessa.

7c
La casa è una mansarda che si affaccia sulla baia di Sydney, con le vele dell’Opera House in lontananza, gonfie alla brezza notturna, e le luci in cima ai grattacieli che offuscano la lucentezza della Southern Cross. Una piccola entrata: appendiamo i giubbotti e lei già varca la porta di quello che deve essere il soggiorno. C’è odore di incenso bruciato: sandalo, a occhio e croce! In fondo al salone, a sinistra, si intravede nella semi-oscurità un angolo cottura con pass all’americana, un tavolo con qualche sedia e una porta a vetri che dà su un terrazzino. Alla nostra destra, un pesante e scuro tendaggio divide a metà il salone. A sinistra c’è la porta del bagno. L’afferro alle spalle e con una leggera pressione la invito a voltarsi: quando le nostre bocche si uniscono, lei schiude leggermente la schiera di denti bianchi e mi accoglie con trasporto.

Il caleidoscopio della lussuria prende subito a girare più velocemente e come conseguenza le mie mani scendono a stringere le sue natiche e ad attirarla contro di me. Mi spinge via dolcemente e mi trascina in bagno. È il momento di svestirci: quello in cui dentro di noi speriamo di non deludere troppo le aspettative del nostro partner.

Sfilo la camicia e per un attimo considero perplesso le mie rotondità, ma inevitabilmente le sue finiscono, con giusto merito, per attrarre il mio sguardo. Lei è bella – dio che bella che è - mentre piano si toglie via tutto e mi guarda con un piglio maturo, deciso, di chi sa cosa vuole e cosa è disposta a dare in cambio: è fresca, consapevole, invitante…. Il resto è letteratura erotica senza infamia e senza lode. Il testo integrale lo hanno letto solo loro.

Come loro chi? Elettra e la ragazza che era a casa sua, no!

Danilo Sidari
di Donald Datti

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