Magazine Giovedì 6 settembre 2018

Auguri Andrea Camilleri! Lo scrittore compie 93 anni, la recensione del Metodo Catalanotti

Andrea Camilleri
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Venerdì 6 settembre 2018 lo scrittore Andrea Camilleri spegne 93 candeline: per festeggiare il suo compleanno vi proponiamo la recensione dell'ultimo libro del commissario Montalbano: Il metodo Catalanotti, tra indagini e teatro

Magazine - Nell’ultimo libro della serie di Montalbano, Il metodo Catalanotti (Sellerio editore 2018, 264 pp, 14 euro), uscito a fine maggio e da allora stabile sul podio delle classifiche, Andrea Camilleri, racconta il mondo del teatro, per oltre quarant’anni al centro della sua vita artistica e professionale. 

Il personaggio di Catalanotti, diplomatosi presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica nei floridi anni ’50 del teatro italiano, conserva la passione teatrale impegnandosi come regista in un teatro di filodrammatici. In particolare, mette qui in scena una Svolta Pericolosa di J.B. Priestley, che lo stesso Camilleri diresse al Teatro Centrale di Roma nel 1969. E forse nella regia di queste opere para-poliziesche – di cui si legge nelle pagine - all’apparenza sembrano trame gialle ma in realtà sono indagini profonde nell’animo dell’uomo contemporaneo possiamo trovare la genesi di Salvo Montalbano.

In questo episodio il commissario appare sempre più amareggiato dai fatti dell’attualità e, ormai prossimo ai settant’anni, alle prese con le maledette vicchiaglie. Gli alti tassi di disoccupazione giovanile, soprattutto nella sua Sicilia, la dilagante illegalità e, più in generale, la situazione politica italiana, provocano nel commissario, di cui è alto il senso dello Stato e il valore dell’onestà, una sinsazioni di lurdìa.

Forte è anche il disappunto per la gestione del settore turistico, di drammatica attualità pensando al continuo riordino delle attribuzioni governative e alla mancata manutenzione ordinaria: Ma come minchia era possibili che in un paìsi che consirvava la parti cchiu’grandi di biddrizze della terra, non erano stati capaci d’organizzari un turismo che dessi da mangiari a tutti e s’arritrovavano nvece poveri e pazzi?,  osserva sconsolato Salvo.

Scrive Camilleri in nota che i fatti politici descritti, ai tempi della stesura solo un incubo, sono ora realtà. Il partito del Vaffaday che avribbiro continuato a diri NO a ogni cosa, nella spranza di arrinesciri accussì ad ottiniri il potiri per po’ finiri come a tutti l’autri. Ringrazia, anche, per alcuni preziosi consigli il Generale Enrico Castaldi, che ho notato essersi da poco dimesso dal mandato di guidare la riforma della giustizia sportiva italiana, ostacolato, spiega, da un muro che si oppone a ogni cambiamento. Non mancano le scene con Mimì e Catarella, episodi di pura ilarità – fermo immagine d’una pellicula di Tarantino, i succulenti pasti di Adelina, le passiatine di Salvo al molo, a cui siamo tanto affezionati e abituati. E anche un omaggio alla casa editrice Sellerio, che, secondo il commissario, faciva i libri cchiu’ belli a vidirisi e a leggirisi

Il rapporto con Livia, separato da spazio e tempo, viene ora messo in discussione: la lontananza si confonde con la dimenticanza. Entra in scena Antonia, la nuova responsabile della Scientifica, per la quale il commissario prova una forte attrazione sia fisica che emotiva. Sarà forse il prossimo capitolo della serie a svelarci se questo nuovo amore avrà la forza del sole che sorge.

di Roberta Gregori

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