Magazine Venerdì 10 agosto 2018

Rosso Barocco, «l'arte può diventare una passione pericolosa»: l'ultimo noir dei fratelli Morini

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Magazine - Dopo Nero Caravaggio i fratelli Morini riportano sulla scena giallistica italiana le indagini di Ettore Misericordia, il libraio antiquario romano che di tanto in tanto collabora con la polizia. Stavolta però, abbandonati gli intrighi del precedente romanzo connessi al pittore maledetto, nello sviluppo della loro nuova avventura letteraria gli autori concedono largo spazio quella che fu una delle più accese rivalità artistiche mai esistite, esplosa nella opulenta e corrotta Roma barocca. Quella fra Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini.

È il 14 d’agosto, pienissima estate e con la città Eterna schiacciata implacabilmente sotto il tallone dell’afa, quando il nostro ormai amico libraio Ettore Misericordia, smaliziato detective dilettante e il suo fido assistente Fango ricevono la richiesta da parte dell’ispettore Ceratti, gigantesco milanese atipico che adora Roma - in quei giorni in ferie sul lago di Como - di recarsi per suo conto nella chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane (capolavoro del Borromini), detta San Carlino. Il vecchio monaco trinitario che vende gli opuscoli della chiesa, alle quattro del pomeriggio, scendendo nella cripta per spegnere le luci, ha scoperto in una parete la strana ed enigmatica scritta “Mi salì addosso l’impazienza” che la deturpa.

Quella scritta è riconducibile alle ultime parole pronunciate nel 1667 sul punto di suicidarsi, proprio dall'architetto romano che aveva edificato la chiesa. Ma perché quella strana scritta? Misericordia e Fango si mettono subito all’opera, ma non appena cominciate le ricerche, la sera dopo, la sera di Ferragosto, il cadavere di una giovane donna bionda brutalmente assassinata viene ritrovato a piazza Navona sotto il campanile di destra di Sant’Agnese.

Le modalità dell’omicidio rimandano al martirio di Sant’Agnese, la nobile dodicenne romana cristiana martirizzata sul posto e la cui testa è proprio sepolta in quella chiesa Si scoprirà che la vittima “brutalmente sgozzata da tergo come un agnello” (come aveva fatto il boia con la santa), è Silvia Pioppi, orfana, facoltosa studentessa in odore di laurea d’arte, che studia a Roma ospite in casa di un vecchio amico di famiglia. La ragazza era una grande ammiratrice di Borromini su cui stava per presentare la sua tesi. E Borromini, che era stato allievo di Gian Lorenzo Bernini ne era diventato il peggior rivale: insomma i due erano storicamente nemici giurati. Cosa che farà nascere il sospetto che nell’omicidio possano essere coinvolti gli affiliati di una misteriosa confraternita dedita da secoli al culto di Gian Lorenzo Bernini. Il rovello delle indagini, decisamente molto ingarbugliate, sommato alle temperature canicolari, toglieranno il sonno ai nostri investigatori.

La sinistra scia di sangue e mistero, che si allarga e collega tra loro tutti questi fatti, costringerà infatti Misericordia e Fango a tornare indietro nel tempo, fino a ripescare alcune misteriose testimonianze dell’antica rivalità fra i due geni del Barocco a Roma, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. Un presagio enigmatico infatti sembra nascosto in alcune parole di Borromini: l’arte può diventare una passione pericolosa. Ma è mai possibile che un’antica rivalità artistica del Barocco possa tornare e seminare la morte dopo tanti secoli?

Mentre il conte de Florenzi continua a tentare invano di acquistare la Libreria Misericordia che cela nelle sue viscere una misteriosa cripta esoterica, tra giallo, humour e tanta, tanta arte narrata con eccezionale verve, il libraio detective si farà guidare dal suo sherlockiano intuito deduttivo e dalla straordinaria conoscenza della città e della sua storia per risolvere l’intricato caso, accompagnando il lettore tra i vicoli, le piazze e i luoghi più nascosti e meno conosciuti della città Eterna. Una storia indovinata anche stavolta, che vede la felice attualizzazione del giallo classico, in una trama a tratti ironica e graffiante, quasi alla pari con Simenon e Camilleri. E poi, signori miei, una passeggiata culturale coi fiocchi per Roma da non mancare assolutamente. Sarebbe un vero delitto.

Max e Francesco Morini, fratelli, autori teatrali e televisivi, dirigono da più di dieci anni l’Accademia del Comico di Roma. Nel 2016 esordiscono nella narrativa con A spasso nella storia-Segreti, vizi e curiosità di romani d’ogni tempo per Albeggi Edizioni; nel marzo del 2017  cambio di rotta che li fa uscire con Nero Caravaggio per Newton Compton, primo giallo della serie con protagonista il libraio Ettore Misericordia, che diventa presto un best seller. Con lo stesso editore e nello stesso anno pubblicano S.T.Q.R.- Sono Troppi Questi Romani seconda fatica letteraria dedicata alla Città Eterna che anche questa nasce dalla volontà di unire il gusto per la leggerezza e la scrittura brillante con una delle loro grandi passioni, la loro città, Roma. A fine luglio 2018, invece, sempre con Newton Compton, è arrivato Rosso Barocco (2018 pp 256, Euro 9,90) il loro secondo giallo targato Misericordia.

di Patrizia Debicke van der Noot

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