Concerti Magazine Giovedì 10 luglio 2003

Biily Cobham, magie al Porto Antico

Magazine - Verrebbe da dire Billy Cobham = basta la parola. Un vero e proprio punto di riferimento per generazioni di musicisti dell’ultimo trentennio.
Impossibile, anche sintetizzando al massimo, elencare i riconoscimenti che Cobham ha meritato – è sufficiente indicare il World Class Master alla carriera – e/o le sue collaborazioni illustri - per tutte, la lunga esperienza insieme a Miles Davis o la militanza nella Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin -.
Tra l’altro la sua esibizione genovese inizia sotto buoni auspici – più pubblico e meno ritardo della sera precedente (), meglio per gli organizzatori, ma anche per gli spettatori.

Si conclude così, mercoledì 9 luglio, virando decisamente su versanti jazz e proponendo uno dei maestri riconosciuti della batteria, la due giorni di Arena Blues, organizzata dal teatro Garage.
Il musicista di Panama (ma trasferito “in fasce” negli States), che si vede abbastanza spesso sui palchi italiani, questa volta si presenta in trio, una formazione a lui piuttosto cara, che ultimamente avvicenda con un quartetto.
Accanto a lui, nell’occasione, come anche in parecchie altre collaborazioni negli ultimi anni, Alessio Menconi, trentatreenne genovese - ormai una certezza nel panorama nazionale -, che alternando con scioltezza e grande perizia chitarra elettrica e acustica, propone fraseggi strettamente jazz e altri di matrice più marcatamente rock e fusion. Al contrabbasso troviamo Riccardo Fioravanti, molte collaborazioni in ambito jazz, ma anche pop e rock.

Il concerto è compatto, corposo, con alcuni assolo davvero magici del maestro americano (“non ho parole” è il commento più gettonato di fronte alla sua maestria) che, peraltro, concede un notevole spazio ai suoi due accompagnatori. Stupisce sempre l’aria sorniona di Cobham che, anche nel passaggio più arduo, par fare la cosa più facile del mondo, mettendo così in luce la talora irridente facilità con cui “ammaestra” lo strumento.
La scaletta trabocca di pezzoni - dieci brani per due ore complessive di ottimo sound, che spazia dal jazz alla fusion, ma sempre di grande impatto.
Si fanno citare il classico Red baron, già inciso una prima volta in “Spectrum” del 1973 e poi altre (tra cui in “Shabazz” – 1974, Live a Montreux 1982 e in “Smokin' – registrato a Mississippi Knights, St Louis, nel 1998) o brani “immortali” quali Naima di John Coltrane, già uscita in un “Live in Chicago” del 1974 con John McLaughlin e Carlos Santana (ma pubblicato solo nel 1993) e All Blues di Miles Davis, già ascoltato nell’album “Live at Tte Greek” con Stanley Clarke And Friends del1994, e Footprint di Wayne Shorter.
Grande e strameritata l’ovazione finale.

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