Magazine Giovedì 28 giugno 2018

Maurizio De Giovanni, Il purgatorio dell’angelo: tempo di confessioni per il commissario Ricciardi

Magazine - È maggio, comincia a fare caldo, l’estate si affaccia alla porta e la città si ridesta pronta ad avviarsi e cogliere i frutti della stagione piú bella. Ma il male, il delitto non tiene conto della bella stagione. Sulla lingua di tufo di una splendida villa sotto Posillipo un pescatore ha ritrovato il cadavere inginocchiato di un anziano gesuita, Padre Angelo. Qualcuno lo ha barbaramente ucciso di notte, fracassandogli la testa con una pietra.

È quet'omicidio efferato dal movente oscuro il caso da risolvere dal commissario Ricciardi nel'ultimo libro di  Maurizio De Giovanni Il purgatorio dell’angelo (Einaudi 2018, pp 304, Euro 19). Un omicidio nspiegabile, pare: Padre Angelo, un santo, di lui si diceva, era un fine teologo, un’illustre figura di religioso venerato dai suoi discepoli e pupilli. E poi sempre richiesto dalla più alta società - da cui per altro proveniva, essendo di nobili origini - a cui sapeva offrire amicizia e sostegno soprattutto nelle malattie ma molto vicino anche al popolo. Insomma amato e stimato da tutti. Era un religioso pronto ad accorrere a ogni ora per ricevere le confessioni. Il padre superiore pensava che avesse dormito nella sua cella, non sapeva spiegarsi la sua presenza fuori e in quel luogo di notte, forse era uscito per andare a un appuntamento, a incontrare e assolvere un peccatore? 

E in realtà la confessione sarà il tema dominante di tutta la storia, con la potenza dell’inviolabilità del suo segreto se resa a un emissario di Dio, ma anche con la sua salvifica capacità liberatoria se rivolta a una persona cara, può umanamente servire a liberarsi di un grave fardello.

È maggio, e anche se in aria c’è il profumo dei fiori e il sole e la luna sono un incanto, il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, barone di Malomonte, è inquieto come non mai. Dopo la grave ferita e l’ospedale, lui ed Enrica, con il benevolo consenso del padre della ragazza hanno cominciato a incontrarsi. Il loro rapporto pare avviato in una direzione precisa, potrebbero progettare un futuro insieme, ma perché questo futuro diventi possibile dovrà essere fondato sulla sincerità, il commissario non può continuare a nascondere la propria condanna, ciò che a lungo lo ha tenuto lontano da lei. Non può continuare a tacere con Enrica la propria natura e il suo timore legato all’angoscioso segreto delle sue capacità. Ḕ venuto il momento delle confessioni e l’unico vero modo per mettere ordine nella sua vita e soprattutto nel loro rapporto, sarà parlare e farlo fino in fondo. Così, nel tentativo di trovare una strada per farlo e per rompere il muro eretto dallo sguardo di ghiaccio della madre della ragazza avrà bisogno del conforto di tutte le persone che gli sono più vicine: il brigadiere Maione, il dottor Modo, della amica contessa, dell’intelligente logica contadina del nuovo nume tutelare e governante silana di Ricciardi, granitica nipote della vecchia tata morta e dell’apostolico buon senso di don Pierino.

È maggio, e i rapinatori sembrano diventati talmente abili che il brigadiere Maione rischia di perdere il suo magistrale giudizio nel tentativo di catturarli. Solo l’innato equilibrio di Bambinella potrà indicargli la giusta strada. Forse anche perché qualcosa nell’aria e vicino a lui rischiava di fargli sentire molto di più l’insopprimibile vuoto lasciato da Luca, il figlio maggiore morto in servizio. E ora vorrebbe, anzi deve riuscire a spiegarsi con la moglie. Però lui insomma con le parole, non ci sa fare. Non importa, ci riuscirà perché anche per lui è tempo di confessioni.

Un fitto mistero circonda questo delitto che sta sconvolgendo anche moralmente la città e che nonostante la massima fiducia garantita a Ricciardi dall’ordine gesuita, lo sottoporrà a insistenti pressioni dall’alto. E visto che si confida in lui e si pretende una rapida soluzione, dovrà dedicare anima e corpo per cercare di risolvere il difficile caso nonostante i dubbi e le angosce personali che lo affliggono. E anche la soluzione del mistero si annida nella confessione che può diventare l’unico e vero purgatorio o medico dell’anima, a meno che un qualcosa, un patto, un antico giuramento prestato in passato si frapponga crudelmente tra il peccato e la sua remissione.

Poi quando avrà compiuto il suo dovere fino in fondo questa volta Ricciardi verrà messo di fronte a qualcosa che non potrà rifiutare. Una conclusiva e toccante storia di comprensione umana, dove tutto è, sarà e forse potrà essere.

di Patrizia Debicke van der Noot

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