Weekend Magazine Venerdì 4 luglio 2003

Il villaggio dimenticato di case Vereire

Un po’ di mistero non guasta mai. E questo è uno tra i luoghi più insoliti e suggestivi che ho visitato qui nell’entroterra ligure. La valle è piuttosto nota, si tratta della (qui trovate tutte le indicazioni), quella dei canyon di conglomerato e delle piscinette naturali, recentemente diventata "sentiero natura" del .

La maggior parte dei visitatori si ferma però alle prima pozze, attirata dalla prospettiva di un bel bagno e delle “pietre prendisole”.
I più curiosi, però, avranno certo piacere a continuare l’esplorazione seguendo il segnavia (2 croci gialle e poi 3 pallini gialli a triangolo) che conduce in un bel bosco misto sulla sinistra del torrente. La strada sale ripida, poi in costa ma, in meno di un’oretta, raggiunge nuovamente il tratto superiore di un torrente e una grande radura. Al centro sorge l’antico villaggio di Case Veirera, in totale abbandono e davvero surreale tra campi e montagne verdissime. Dovunque ci si volga non è possibile vedere altra traccia dell’uomo. Niente cavi, ripetitori, strade o case abitate. Solo le scie degli aerei.

L’ultima volta che sono passato di qui, un paio di gentili escursionisti mi hanno raccontato la storia del villaggio. Era una piccola “colonia di lavoratori”, una vetreria, parrebbe…
Ma poi la scomodità, la solitudine e le migliori prospettive della vita cittadina hanno spinto i vecchi residenti a lasciare il paesino, a partire dal 1960. Pensate che l’ultima famiglia è fuggita di qui nei primi anni ‘70. Il capofamiglia andava a lavorare a Cornigliano: un’ora e mezzo di cammino sui sentieri per arrivare a Rossiglione e poi il treno fino a destinazione. Un viaggio davvero terribile; immaginatelo d’inverno con la neve.
La loro casa è l’unica rimasta in piedi. Se riuscite ad entrare vedrete che è ancora abitabile o quasi. Ci sono coperte, attrezzi, stoviglie e vasellame. Ovviamente non toccate nulla. E’ molto meglio che rimanga così.
All’occorrenza si può pure bivaccare qui: all’esterno c’è un barbecue ben recintato e dei tavolacci storti e consunti. Attorno le altre case rimaste fanno da cornice, ma sono tutte semi diroccate.

Se poi volete andare avanti e ammirare la valle dall’alto, incamminatevi seguendo i tre pallini gialli, verso Rocca dei Corvi. Può essere un po’ impegnativo in estate, visto che è tutto esposto al sole, ma il panorama è fantastico e il luogo davvero selvaggio, a tratti quasi “lunare”. Si percorre in cresta tutto il versante a destra del canyon della val Gargassa per poi scendere nuovamente all’inizio del percorso, presso il campo sportivo.

Il giro completo, dalle piscinette al villaggio abbandonato, con ritorno in cresta passando da Rocca dei Corvi richiede 3-4 ore ma presenta solo 250 metri di dislivello.

Foto sopra: Case Vereire nella radura dall'alto
Ftoo sotto: Le creste sopra la Val Gargassa, viste da rocca dei Corvi

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