Intervista a Rita Levi Montalcini - Magazine

Intervista a Rita Levi Montalcini

Attualità e tendenze Magazine Giovedì 3 luglio 2003

Magazine - In occasione della a Genova abbiamo osato e deciso di sottoporle quattro domande. Era veramente una richiesta osé, vista la densità della giornata genovese. Eppure ce l’abbiamo fatta. Grazie ad una preziossima intermediaria, Adriana Albini.
Eccovi il risultato, insperato e per questo tanto gradito.

Il progetto “Cinque euro per le donne africane” è partito dall’Etiopia, poi è stata la volta del Mozambico e quindi dell’Eritrea; a che punto siete, come sono andate le cose fin’ora? Quali sono le prossime mete?
Siamo arrivati a 100 borse di studio. Pensiamo di arrivare a 1000. Oltre al Mozambico siamo arrivati anche in Marocco e nello Zimbawe. Per altro in Mozambico, insieme a Padre Prosperino, ci stiamo anche dedicando all’alfabetizzazione - dunque ad una formazione scolastica di base - di 100 donne.

Il vostro progetto prevede periodi di perfezionamento all’estero oppure si tratta di borse di studio unicamente per la formazione in Africa?
A noi interessa soprattutto la formazione in Africa. Comunque, sono previsti anche periodi di specializzazione e stage all’estero. Da Genova, ad esempio, sono partite due borse di studio per laureate da trascorrere in Istituti di ricerca italiani, tra cui uno di Bologna.

Ci sono limiti di età per le borse di studio? Se no, hanno concorso donne non più giovanissime all’assegnazione della borsa? Per studiare cosa, in particolare?
No, non ci sono limiti di età, almeno non imposti da noi. Però la maggior parte delle candidate è alla ricerca di una formazione a livello liceale.
Per lo più il tipo di studio richiesto e sostenuto è quello legato a tematiche sanitarie e mediche, dunque sono molte a prepararsi per la professione infermieristica, per esempio, o comunque per un qualche tipo di assistenza agli altri.

Ha mai ricevuto un ringraziamento personale o corale da queste donne? Può raccontare qualche aneddoto?
Sì, le donne mi scrivono più o meno tutte. E sono moltissime le cose carine da ricordare nei loro messaggi. Uno in particolare mi viene in mente: “Vedo la luce non solo per me ma anche per la mia famiglia”, oppure un altro “Quando andavo al College il sogno mi ha sorretto nella mia povertà”.

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