«Si può pensare solo allo studio?», il difficile equilibrio tra dovere e piacere - Magazine

«Si può pensare solo allo studio?», il difficile equilibrio tra dovere e piacere

Attualità Magazine Martedì 22 maggio 2018

Magazine - Buongiorno, 

Sono una ragazza di  28 anni. Sto finendo il mio percorso di studi in Medicina e chirurgia... finalmente: svariati problemi in famiglia e delle disavventure con alcuni esami hanno prolungato, più del previsto, i tempi.

Il mio problema è che non riesco a dire ai miei quando programmo una vacanza con il mio fidanzato, anche solo un week-end, cosa che  capita di rado, perché io e lui siamo molto impegnati. Così mi riduco a farlo sapere loro sempre e solo il giorno prima, cosa che mi mette a disagio. Ma so che mia madre farà quella faccia contrariata che vuole dire mille cose: perdi tempo, invece di studiaresiete solo tu e lui; pensa al dovere. Come se lo svago non fosse ammesso o non fosse giusto. D'altronde è così che sono stata educata. La situazione è imbarazzante, perché io vivo con i miei.

La ringrazio!

Cordiali saluti

Buongiorno Ragazza di 28 anni,

capisco che vivendo ancora con i genitori sia inevitabile dover trovare una mediazione tra le esigenze di due generazioni che, pur essendo vicine, appartengono a due millenni diversi per cultura e modi di pensare. Una mediazione resa difficile proprio perche ci si trova di fronte a vecchie regole, tradizioni e abitudini, spesso profondamente incompatibili con i nuovi stili di vita e ai nuovi leciti bisogni di autonomia.

Così mi chiedevo se le preoccupazioni di sua madre fossero davvero relative al tempo sottratto allo studio o se questo non fosse altro che un pretesto per nascondere la sua vera preoccupazione, ovvero che lei e il suo fidanzato passiate del tempo insieme. Non solo di giorno ma anche di notte. Se così fosse l'imbarazzo, se pure mascherato, sarebbe da entrambe le parti. Anche se, nel 2018, a 28 anni, certi imbarazzi dovrebbero essere superati.

Ma tornando alla sua educazione, va ricordato che i modelli educativi servono per aiutare le persone ad esprimersi e a  inserirsi, nel migliore dei modi, nella societá in cui si è destinati a vivere. Dunque il comportamento educato non solo cambia da paese a paese, ma anche da un'epoca all'altra, essendo le società e le loro regole, in costante evoluzione. Cosi una buona educazione di metà 900 non è detto che sia altrettanto buona o giusta o funzionale, nel 2018.

In effetti non sempre tutto cambia e nonostante il trascorrere del tempo, possiamo considerare ancora valido il suggerimento: prima il dovere e poi il piacere. Ma, a questo proposito, bisogna ricordare che  anche secondo le antiche indicazioni, questa alternanza tra il dovere e il piacere, va declinata su base settimanale. E quindi: buon weekend.

Dott. Marco Emilio Ventura
Psicologo Psicoterapeuta Mental Coach
Genova

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