Magazine Mercoledì 2 luglio 2003

A fucking beautiful night

Magazine - Fucking. Si può scrivere fucking tante volte quante ne abbiamo ascoltato ieri sera? Direi di sì. Direi che non si tratta di “turpiloquio” come il giornalista del Corriere Mercantile ha chiesto durante il momento delle domande.
Prima di tutto perché la missione di Irvine Welsh è quella di “corrompere”, ha detto lui, e corrompere significa strappare, traboccare, rompere. “E se in Italia la chiesa proibisce il sesso, in Scozia proibisce l’alcol - aggiunge - per questo beviamo ancora di più” e si sa qual è la lingua dell’ebbrezza no?
Secondariamente perché fucking è anche “a fucking beautiful day”, una giornata fottutamente bella.
Ieri sera è stata una serata fottutamente bella? Sicuramente attesa, da Claudio Pozzani prima di tutto, e dai numerosi lettori dello scrittore, che, seduti per terra, come in un vero happening che si rispetti, (il buon Ferlinghetti sarebbe fiero di Genova) hanno seguito la lettura di alcuni pezzi, e come a una vera star, hanno chiesto autografi e dediche sulle copie del loro libro.
Accompagnato dal suo traduttore ufficiale, Massimo Bocchiola, Irvine Welsh, la testa glabra, l’abbigliamento da ragazzino, ha alzato il pollice in alto. “Thanks for listening, folks!”, ma anche come a dire: “Buona la bottiglia di vino che tra una lettura e l’altra mi sto finendo!”

Bermuda, maglietta, tatuaggio sul braccio sinistro, colore rosso della pelle, lo aspettavamo forse più trasgressivo? Più provocatorio? Più irriverente?
Quanto ha deluso e quanto ha confermato l’idea che ci eravamo fatti leggendo di Franco o di Sickboy in Trainspotting e dieci anni dopo in Porno?
Il prigioniero psicopatico che sta per uscire dalla prigione, uscirà da quella “fottuta” porta, vedendo “fuori via” la strada che lo aspetta, ma non dimenticando di minacciare il poliziotto per la fine che potrebbero fare mogliettina e figli, da vero, fottuto bastardo!

Mentre Welsh leggeva, in piedi, in un anglo-scozzese di difficile comprensione, guardava il pubblico, cambiava tono di voce quando cambiava personaggio, si dava ritmo con una testata sul microfono, toccandosi le parti del corpo che nominava (il suo ass per esempio), “what a fucking conversation”! Poi era il turno di Bocchiola per la parte in italiano; Welsh lo ha abbracciato più volte. Certo il lavoro di “riscrittura”, come il traduttore ha definito la sua attività, è ciò che permette ai lettori di conoscere Welsh, di capirne, proprio con i suoi innumerevoli fucking, lo spirito, senza mai banalizzare né normalizzare il suo stile. Fortunato e sfortunato si è definito infatti Bocchiola, per l’inglese impervio a cui lo costringe Welsh, ma anche per il divertimento che lo accompagna durante la traduzione. Come non affezionarsi a un padre che difende il figlio maggiore, che con una rete metallica ha quasi sgozzato il fratello minore, dimostrando così agli occhi del padre, spirito di iniziativa? Per fortuna che c’è lui a dare insegnamenti al figlio più piccolo. La prossima volta deve difendersi da solo e spaccargli la testa con un mattone!

Con questo invito e suggerimento Welsh ci lascia e ci saluta, nel bar di Mentelocale lo vedremo farsi aprire un’altra bottiglia di vino. Cominciano i suoni di Bertallot, Alberto Nocerino è pronto per iniziare i suoi percorsi poetici , la sua “promenade de nuit” che ieri sera era sulle orme di Paul Valéry. E il Festival di poesia conclude così la sua nona edizione. Ad aprire la serata era stato il Presidente di Palazzo Ducale, Arnaldo Bagnasco che ha definito la poesia “una rivoluzione interiore che nessuno ci può togliere” e noi, pubblico presente, “partigiani della poesia”, della parola.
Anche quando è fucking beautiful?
Al prossimo anno!

Marina Giardina

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