Magazine Giovedì 10 maggio 2018

«Non sto bene con nessun ragazzo: cosa mi sta succedendo?» I dubbi di una diciottenne

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Magazine - Salve,

mi presento in forma anonima, ma vorrei che lei mi riconoscesse con un nome, nonostante falso, perciò per lei sarò Sara e le scrivo perché ho bisogno di un consiglio e di capire alcune cose su me stessa.

Ho 18 anni e non ho mai messo in discussione la mia sessualità così spesso come in questi mesi. Sono vergine, non ho avuto alcun tipo di rapporto se non qualche preliminare con un ragazzo e la storia con questo ragazzo è durata ben poco. Ho deciso di chiuderla dopo due settimane di frequentazione perché non stavo bene. Fisicamente non mi attraeva poi tanto, ma mi sono sempre imposta di non soffermarmi solo sull'aspetto fisico di una persona, ho deciso così di dargli una possibilità.

 All'inizio era tutto rose e fiori, credevo di essere felice e poi, da un giorno all'altro, una sensazione sgradevole mi attanagliava lo stomaco, una sensazione inspiegabile ma con la chiara certezza che ciò che stessi facendo fosse sbagliato. Quando mi baciava non sentivo niente, lo stesso quando mi toccava, non percepivo niente se non le risposte involontarie che il mio corpo produceva. Ho chiuso così la storia e sono passata oltre.

Due o tre settimane fa ho conosciuto un ragazzo con il quale sono uscita per la prima volta ieri sera e nonostante mi sembrasse perfetto percepivo che c'era qualcosa che non andava, per messaggio avrei potuto scrivergli per infinite ore ma di persona non mi sentivo a mio agio, non vedevo l'ora di tornarmene a casa nonostante lui non avesse fatto niente di male. Una volta a casa mi sono chiesta: cosa c'è che non va in me? Perché non riesco a trovarmi bene con nessun ragazzo? Sono così superficiale da aver bisogno di un ragazzo dalla bellezza accecante perché mi faccia provare qualcosa? Oppure la causa di tutto ciò è molto più profonda? E se fossi lesbica? Se solo con un altra ragazza riesco ad essere me stessa al 100%? Come posso capire di esserlo?

La sensazione sgradevole di cui ho parlato prima si sta facendo sentire anche in questo momento, e, riguardo il ragazzo con la quale sono uscita ieri, non so se chiudere la cosa subito o aspettare e vedere se le cose cambieranno, se dargli il tempo di conoscermi e magari di prendere confidenza. Ma sinceramente, ciò che in questo momento vorrei fare è scappare, non farmi più sentire e continuare a vivere la mia vita da sola. 

La possibilità di essere omosessuale mi spaventa a morte, la mia famiglia mi odierebbe ma ora come ora non mi importa, ho 18 anni e l'unica cosa che voglio è essere felice, non mi importa come e con chi, non voglio più provare quella sensazione, non mi preoccupa restare single, mi piace stare da sola ma credo sia arrivato il momento di affrontare questi dubbi. Ho bisogno di risposte e so che la soluzione posso trovarla solo io. 

Mi rivolgo a lei nella speranza che ciò che ha letto non le sia estraneo e perciò, grazie alla sua esperienza, indirizzarmi e aiutare affinché trovi la risposta ai miei tormenti e rispondere alla domanda: se continuare o meno a frequentare questo ragazzo.

Non mi sono soffermata sui dettagli delle mie esperienze e sono talmente tanti i pensieri che mi frullano in testa che è impossibile trascriverli tutti. Spero legga la mia mail e la trovi abbastanza interessante da suscitare la sua curiosità affinché mi risponda, le sarei molto grata

arrivederci
Sara


Buongiorno Sara,

è curioso che lei voglia essere riconosciuta ma con un nome finto. E già su questo ci sarebbe da parlare per ore e chissà che la sua necessità di essere contemporaneamente riconosciuta e nascosta non  sia collegata con il suo problema di orientamento sessuale. Ma a proposito del suo dubbio di essere omosessuale, immagino che lei abbia gia letto un mio articolo al riguardo e se no la invito a leggerlo a questo link.

Ovviamente su questo argomento vi sono molti elementi comuni a tante persone/storie, e allo stesso tempo, ogni persona e ogni storia ha una sua unicità e merita una risposta dedicata. Quello che mi fa venire in mente leggendo la sua mail non è tanto la sua ipotizzata omosessualità quanto il suo difficile approccio ai rapporti sentimentali/sessuali in generale. Ora, volendo condensare in due parole il  vasto mondo del sesso, direi che vi sono almeno due aree di indagine. Una molto personale riguarda la propria capacita sensoriale, sensuale e di voglia di provare piacere. La seconda è più culturale e riguarda le considerazioni e le valutazioni degli aspetti di relazione intima, con un altra persona.

Lei scrive: «Avevo la chiara certezza che ciò che stessi facendo fosse sbagliato». E poi aggiunge: «Nonostante mi sembrasse perfetto percepivo che c'era qualcosa che non andava: per messaggio avrei potuto scrivergli per infinite ore ma di persona non mi sentivo a mio agio, non vedevo l'ora di tornarmene a casa nonostante lui non avesse fatto niente di male. Una volta a casa mi sono chiesta: cosa c'è che non va in me? Perché non riesco a trovarmi bene con nessun ragazzo?».

Di fronte a una descrizione simile mi viene il dubbio di non poter dire se a lei non piaceva il ragazzo e quello che stavate facendo, o se era turbata dalla situazione, ovvero dalla incertezza sulla relazione. Tra l'altro dire che non si trova con nessun  ragazzo presuporrebbe una frequentazione un po più ampia di ragazzi, cosa che non risulta dai suoi racconti. Per altro non mi sembra che lei  neppure frequenti assiduamente le ragazze.

Questo mi fa pensare che lei sia, in qualche modo, frenata da alcuni preconcetti, che si leggono nelle parole: «...quando mi baciava non sentivo niente, lo stesso quando mi toccava, non percepivo niente, se non le risposte involontarie che il mio corpo produceva». Mi scusi ma cos'altro si aspettava? E sopratutto come mai avverto la sensazione che lei consideri sbagliate le risposte involontarie? Proprio quelle risposte involontarie volevano dire che al suo corpo i baci del ragazzo piacevano, eccome! A meno che, inconsciamente, il suo disagio fosse proprio dovuto a una sua paura di provare attrazione fisica per quel ragazzo. E provare attrazione per qualcuno, in qualche modo vuole anche significare che si sta instaurando un rapporto e dunque un legame. Qui si ritorna alla sua duchiarazione: «Ho 18 anni e l'unica cosa che voglio è essere felice, non mi importa come e con chi, non voglio più provare quella sensazione, non mi preoccupa restare single, mi piace stare da sola ma credo sia arrivato il momento di affrontare questi dubbi».

Gia, i dubbi, interferiscono con la  felicita ma anche il voler essere felici interferisce con la felicità. Come dice lei non importa con chi essere felici e dunque il problema non è sulla scelta sessuale, ma quanto sia impegnativo vivere delle relazioni. Che non sempre garantiscono l'eterna felicità. Anche se la mancanza di garanzia di un'eterna felicità c'è anche nello stare da soli.

Infine, anche se non è poi cosi importante conoscere il suo vero nome, potrebbe essere invece molto piu interessare conoscere meglio quello che tralascia, ovvero i dettagli delle sue esperienze.

Morale: il fatto che lei non abbia ancora incontrato il ragazzo con cui essere serena, forse vuole solo dire che lei ha ancora molta paura di lasciarsi andareForse perche lei non ha ancora molta fiducia in se stessa e a 18 anni può capitare.

Buona primavera
anonima Sara

Dott. Marco Emilio Ventura
Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Genova

di Marco Ventura

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