Magazine Lunedì 7 maggio 2018

L’estate del ‘78 di Roberto Alajmo: un diario intimo tra paure, morte e rapporti genitori‑figli

Magazine - Non lasciatevi ingannare dal sereno quadro familiare di copertina di una madre che amorevolmente sorride al figlio adolescente. Non credete a quelle classifiche che inseriscono il libro tra le opere di saggistica. E diffidate anche dalle parole dello scrittore stesso, quando parla del suo ultimo scritto come una sorta di inchiesta sui fatti avvenuti nei tre mesi dell’estate del ’78, narrata con “tecnico distacco”. 

L’ultimo libro di Roberto Alajmo, L’estate del ‘78 (176 pp, 15 euro) recentemente pubblicato da Sellerio, è un diario profondamente intimo, che ripercorre complesse vicende familiari, a conferma della teoria di Tolstoj che le famiglie felici sono troppo noiose per essere di interesse narrativo.

La madre Elena è destinata a rimanere la giovane donna della foto del libro. Soffre di una malattia, diagnosticata come psiconevrosi con difetti della personalità, difficile da riconoscere, e ancor più da ammettere, soprattutto nella borghesia italiana degli anni ’70. Il suo percorso è fatto di prescrizioni di farmaci che creano dipendenza e a sedute, poi, di elettroshock come terapia di disintossicazione. A questo punto a Elena sfugge di mano quel mondo, che lei, animata da spirito artistico e illuminato, vorrebbe afferrare. Il suo vivere diventa un confronto con quanto “restare ancora”, fino ad un veloce addio.

Quello del padre Vittorio è invece un addio lungo dieci anni, dal quel primo ictus sopraggiunto al raggiungimento della pensione. Il suo è un sussurrare “basta” a quel prolungamento della vita che dopo Dio, i medici decidono assieme quanto bisogna soffrire. Scrive Alajmo che non è la vita ad essersi ora allungata, ma la vecchiaia “prorogata all’estremo”, che rompe il “punto di equilibrio fra longevità e dignità” per la persona e i familiari.

Spiega l’autore in conclusione che il testo non vuole essere una catarsi, ma un “mettere ogni cosa nero su bianco”, con la maturità e distanza come uomo e scrittore. Alajmo si interroga su tematiche universali – il malessere dell’anima, la vecchiaia, la morte, il rapporto genitori e figli – e la lettura di queste pagine, fortemente personali, non può che colpire le corde dell’animo di ciascun lettore. 

di Roberta Gregori

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