Magazine Venerdì 4 maggio 2018

Mirko Zilahy, Così crudele è la fine: Roma ostaggio di un mostro che semina orrendi omicidi

Magazine - Dopo il successo È così che si uccide e La forma de buio, Mirko Zilahy torna in libreria con una terza, diabolicamente incisiva sfida al lettore che, ancora una volta, varca i limiti noti del thriller. La sua Roma si esibisce, trasformandosi in una jungla crudele, tenebrosa, dove domina un bieco razzismo indiscriminato che miete vittime per le strade e il pericolo è in agguato nelle tenebre.

La presentazione editoriale di Così crudele è la fine (Longanesi 2018, pp. 420, Euro 18,60) recita: «In una Roma attraversata da omicidi silenziosi ed enigmatici, che gettano una luce nera sulla città, il commissario e profiler Enrico Mancini per la prima volta dopo molto tempo accoglie la sfida con nuova determinazione».

Visto che l’autore è Mirko Zilhay, sarà “una sfida coi fiocchi e con le frange".

Si comincia subito con un orrendo omicidio, un uomo, Paolo Tancredi, celebre pianista jazz di mezz’età è stato stordito e murato vivo nel Tempio di Apollo Sosiano. Non basta, l’assassino prima di lasciarlo a morire soffocato, gli ha anche amputato le dita della mano destra. Sulla scena del crimine vengono rinvenute numerose impronte sconosciute che appartengono tutte a uno stesso dito… nella fattispecie un pollice. Meno male che sembra che Enrico Mancini stia finalmente superando la mortale inerzia provocata dalla la tragica morte della moglie Marisa. Il suo look tende sempre al funereo, al nero dei vestiti si è aggiunto anche quello di due dita di barba, ma ora che è psicologicamente più disteso, è anche supportato da una psichiatra della polizia. In questa nuova indagine che gli piomba tra capo e collo, potrà sempre contare sulla fedele squadra e cioè: AntonioRocchi, impagabile medico legale, l’ispettore Walter Comello e la foto rilevatrice Caterina De Marchi che ormai fanno coppia fissa, e sull’importante sostegno professionale e morale della piemme Giulia Foderà, divenuta la sua ancora, che gli permettono di lanciarsi subito alla ricerca di indizi per elaborare un profilo del killer.

Ma ohimé si scopre un secondo barbaro delitto riconducibile alla stessa mano. L’assassino ha colpito ancora, stavolta nella persona di una anziana signora impegnata fino in fondo nel sociale, Monica Longo. Stesse modalità del precedente omicidio: la vittima, mentre era incosciente, è stata imprigionata in un antico pozzo, le sono state amputate le orecchie dalle quali pendevano orecchini di perle e con un atroce supplizio è stata condannata a morire d’inedia. Questo nuovo omicidio, visto che il cadavere è stato ritrovato in una zona di scavi anticamente chiamata Campo Scellerato, farà tornare come consulente nel gruppo l’archeologa Alexandra Nigra che, prosciolta dalle vicende giudiziarie che l’avevano implicata nel precedente romanzo, ha abbandonato l’università per lavorare come guida turistica. Ma il questore di Roma, Vincenzo Gugliotti, arrivato alle soglie della pensione e che in tutta la sua carriera non è mai stato baciato dal successo, invidioso di quello del suo sottoposto, il commissario e profiler Mancini, l’ha giurata a lui e alla sua squadra e cerca di montare una negativa campagna di stampa contro di loro. Con la pressione mediatica e delle autorità a mille, costretto a rincorrere, vittima dopo vittima, l’inafferrabile omicida tra i bui vicoli e le antiche rovine della capitale, Mancini si rende conto che il suo nemico è un killer anomalo, più sfuggente di un riflesso in uno specchio.

Ma dov’è? Dove si nasconde? E soprattutto perché uccide? Purtroppo Mancini non può neppure contare sull’aiuto del suo vecchio professore e mentore, il profiler Carlo Biga, incosciente e ricoverato in ospedale per un brutto incidente domestico. Per scoprire qualcosa di più preciso dovrà andare a scavare tra gli ingialliti fogli di appunti nella sua biblioteca. E, in un gioco di specchi tra presente e passato, tra realtà e illusione, la posta finale non sarà solo l’identità del serial killer, ma quella della vita e dell’identità stessa del commissario.

Ancora una volta Roma si è trasformata nell’inconsapevole e sfortunato ostaggio di un altro mostro inafferrabile, un incomprensibile assassino seriale. Di uno strano killer che sembra colpire a caso senza seguire un prestabilito disegno. Di qualcuno che si muove strisciando nelle tenebre, seminando indizi privi di logica. Talmente assurdi e caotici da rendere quasi un rebus tracciare un suo profilo. A quali inimmaginabili abissi di folle crudeltà può arrivare la spaventosa vendetta di una vittima imprigionata? Per fortuna Nico, il piccolo rom protetto di Caterina e salvato da Walter Comello da morte certa tra le fiamme, insofferente di una normale vita domestica, fuggendo in cerca di libertà, forse saprà scovare il sottile fil rouge in grado di sbrogliare la situazione.

Mirko Zilahy è nato a Roma nel 1974. Laureato in Lingue e Letterature Straniere, ha conseguito un PhD in Italian presso il Trinity College di Dublino dove ha insegnato Lingua e Letteratura italiana. È cultore di Lingua e Letteratura inglese presso l’Università per Stranieri di Perugia. Ha pubblicato saggi su autori irlandesi e interventi su scrittori italiani contemporanei. È traduttore letterario dall’inglese (Fazi, Nutrimenti, Rizzoli, minimum fax, Longanesi), editor e consulente editoriale. Con Longanesi ha pubblicato a gennaio 2016 Ḕ così che si uccide e ad aprile 2017 La Forma del Buio. 

di Patrizia Debicke van der Noot

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