Magazine Lunedì 30 aprile 2018

L'ombra di Pietra di Lorenzo Beccati: storia e mistero nella Genova del Seicento

Magazine - Per i nuovi tipi della Dea Pianeta, nata dal felice connubio letterario del Gruppo Pianeta con il Gruppo De Agostini, c'è questo nuovo libro, L'ombra di Pietra (2018 pp. 287, Euro 16) di Lorenzo Beccati, che poi è il sequel del suo primo e avvincente: Pietra è il mio nome.

Siamo nel 1606, sono passati cinque anni dalla prima avventura di Pietra, alcuni personaggi sono cambiati, ciò nondimeno il Bargello è sempre Giacomo Basso, quasi un nemico giurato di Pietra, e siamo sempre a Genova. Pietra è un personaggio intrigante, stavolta si ripresenta ai lettori mischiando nella narrazione alcuni scorci del suo passato, sappiamo che è una trovatella, adottata da una famiglia di pescatori di corallo. Ha vissuto in Africa. Per questo la gente insiste a chiamarla Tunisina, soprannome che lei rifiuta.

Come aveva fatto in Pietra il mio nome, Beccati inserisce la sua protagonista nella variopinta e variegata atmosfera della marinara città seicentesca, ancora oggi in gran parte immutata nei suoi strettissimi caruggi e nei nomi delle piazze. Pietra è una protagonista speciale, diversa, perché in tempi dove le sue simili parevano solo oggetti di carne da usare o esibire, lei è un intrigante personaggio, una ragazza individualista fino al midollo, una femminista ante litteram? Forse. Il suo stesso nome parla e la presenta.

Pietra è una ragazza forte, acuta osservatrice di ciò che la circonda e dell’animo umano, perspicace, quasi una sensitiva che riesce a rendersi invisibile o fingendosi vulnerabile - per difendersi ha imparato a mascherare la sua forza dietro la mitezza della sottomission - e invece sempre pronta a colpire. Pietra sa leggere, cosa rarissima per quei tempi. Pietra rivendica la sua identità e la sua unicità: io sono Pietra sibila in faccia a chi ha osato sfidarla. Pronta e astuta come un uomo e più. Una guerriera che nasconde abilmente le sue doti intellettuali dietro la bacchetta di nocciolo, da rabdomante.

Le sue capacità le hanno procurato molti nemici, ma è a lei che si rivolgono tutti se vogliono risolvere i misteri più intricati e soprattutto se questi misteri devono restare segreti. E quando Genova viene terrorizzata da una serie di omicidi - commessi con uno strano e micidiale cappio nel più profondo buio della notte da una figura vestita di nero con il volto celato da una maschera da rapace - l’indagine ufficiale viene affidata al Bargello e ai suoi birri. Però, visto che questi brancolano nel buio, in privato, la massima carica politica della Superba, il Doge, si rivolge a Pietra e sollecita il suo aiuto. Contemporaneamente, anche la marchesa Brigida Spinola Doria, moglie di un membro di una delle famiglie più potenti della città, fa ricorso alle sue doti di rabdomante per ritrovare il pittore fiammingo Pietro Paolo Rubens, misteriosamente scomparso nel nulla, dopo avere terminato il suo ritratto e per cui ormai si teme il peggio.

Pertanto gli omicidi commessi da un misterioso assassino, uniti alla sparizione di un grande artista, porteranno Pietra a lavorare per personaggi storici realmente esistiti (Rubens, gli Spinola, il doge Luca Grimaldi De Castro), tutta gente importante, che pur disprezzandola si serve di lei. Pietra non può tirarsi indietro, deve accollarsi una doppia, complicata e pericolosa indagine, attribuendone tutti i meriti alla sua famigerata bacchetta, attenta a non farsi cogliere in castagna, perché la temuta accusa di stregoneria è sempre là, in agguato dietro l’angolo. Ma solo lei, con un’articolata indagine, avvalendosi di una serie di indizi e di dettagli, riuscirà finalmente a far saltare fuori i pezzi mancanti e risolvere il difficile rebus della verità.

Pur capace di emozionarsi quando qualcuno bussa alla sua porta e di abbandonarsi languidamente al piacere, Pietra non è disposta a rinunciare alla sua libertà. O sarà proprio la sua bacchetta da rabdomante a suggerirle che la sua libertà è il suo bene più prezioso.

Fraseggio elegante ed elevato, con alle spalle un vocabolario colto e di antico sapore. Ma non troviamo solo eleganza in questo libro, perché altrove la lingua sa farsi aspra e colpire crudelmente come una scudisciata, alcune pagine tracimano quasi nell’orrore del Grand-guignol, rispecchiando una certa orrenda realtà e riportandoci vividamente a quella che era la durezza di un’ esistenza dove la vita di tanti a volte valeva meno del capriccio di un potente. A quei tempi non si andava tanto per il sottile. Un romanzo di qualità che alterna nella trama morte, sofferenza, passione, arte e avventura, coinvolgendo il lettore.

Il ritratto della marchesa Spinola dipinto dal fiammingo Pier Paolo Rubens si trova presso la National Gallery di Washington.

Lorenzo Beccati: autore televisivo e scrittore. Collaboratore stretto di Antonio Ricci, è noto per i suoi doppiaggi e per essere stato la voce del Gabibbo nel programma televisivo Striscia la notizia. Sua è anche la voce che doppia molti episodi di Paperissima. Ha raccontato un aneddoto secondo il quale la voce del Gabibbo sarebbe in realtà quella di un ex-ergastolano che lavorava come piastrellista. Nel corso della sua lunga carriera televisiva, che data agli inizi degli anni Ottanta, ha ricevuto numerosi riconoscimenti. All’attività di autore televisivo ha affiancato con successo anche quella di scrittore di thriller storici e libri comici.

di Patrizia Debicke van der Noot

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