Pronto, qui Dino Risi - Magazine

Cinema Magazine Martedì 1 luglio 2003

Pronto, qui Dino Risi

Magazine - Lunedì 30 giugno, ore 21.00, inizia il . L’inaugurazione prevede la proiezione di uno dei film che ha reso famosa la commedia italiana nel mondo, Una vita difficile, e un ospite d’eccezione. La sala del cinema America è gremita, nonostante il caldo sia soffocante. Per fortuna un’aria condizionata ristoratrice rende piacevole una serata che si rivela ricca di sorprese.
Antonella Sica e Cristiano Palozzi, storici organizzatori del Festival, danno il benvenuto al pubblico e a Claudio G. Fava, cui la manifestazione dedica quest’anno un sentito omaggio.

Il microfono non funziona, ma il clima si fa subito familiare quando Fava comincia a parlare del film, dell’amata acqua minerale (a lui non piace quella con le bollicine, questo si è capito) ma, soprattutto, quando il critico introduce l’atteso ospite.
Sì, perché a chiacchierare con Claudio G. Fava e con il pubblico del Genova Film Festival sarà nientepopòdimenoche Dino Risi, regista di Una vita difficile e acclamato autore di numerose pellicole di successo.
Risi si trova a Roma e il collegamento telefonico con la Multisala genovese si rivela subito difficoltoso. Soprattutto per Fava che, evidentemente, non ha un buon rapporto con questa “tecnologia moderna”. Ma Cristiano interviene ed ha inizio una chiacchierata quanto mai divertente e interessante.

Fava racconta di Risi e del suo modo di fare ironico e gentile: «È il classico milanese», dice, « ed è uno dei maestri che sono stati riconosciuti troppo tardi: è la vera voce della commedia detta, un tempo con derisione, “all’Italiana”. Inoltre pochi sanno che è laureato in medicina, così come il fratello». I due parlano del Leone d’oro alla carriera che Risi ha ricevuto alla Cinquantanovesima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica: «Ormai sono disincantato», spiega Risi, «i premi non mi interessano e comunque è meglio prenderli tardi». Il pubblico si diverte e applaude il regista che, evidentemente, non si aspettava tanto affetto da noi, introversi genovesi: «Ma quanti sono? C’è un tifo da stadio!».
Fava è incuriosito dalla laurea che Risi ha ottenuto in psichiatria: «Lo volevano i miei genitori», racconta il regista, «Ho fatto uno stage di sei mesi al manicomio di Voghera e lì mi sono accorto che quella non era la mia strada».

Poi si parla del film: «Un ritratto d’epoca», spiega Fava, «A quarant’anni dalla sua uscita, Una vita difficile ha ancora oggi una grande vitalità». Alberto Sordi veste i panni di un giornalista che, dopo aver partecipato alla guerra come partigiano e impegnato politicamente una volta terminato il conflitto, non vuole rinunciare ai suoi ideali, anche a costo di condurre una vita disagiata.
«Perché l’idea di Sordi protagonista?». Risi ammette che l’attore romano non sembrava adatto al personaggio: «Un ruolo così impegnato era ben diverso da quelli che Sordi aveva sempre interpretato, ma Alberto era persona seria e disciplinata: se l’è cavata egregiamente». Il dialogo tra il critico e il regista è intervallato da sketch esilaranti: Fava non fa pace con l’apparecchio telefonico e Risi lo rimprovera: «Sono quarant’anni che fai televisione e non sai nemmeno usare un telefono!».

E come spiega Risi la scelta del finale del film? «L’idea è stata mia, ma in realtà non piaceva a nessuno. Anche ne Il sorpasso si era pensato a un finale diverso: Jean-Louis Trintignant che uccide Gassman». Ma quali film, si chiede Fava, il regista preferisce tra quelli girati in tanti anni di onorata carriera? «Meglio parlare dei film degli altri: amo Le luci della città, del grande Chaplin. Poi Ombre rosse, Shining e La dolce vita».
Un'ultima domanda: «È faticoso fare un film?», la risposta di Risi strappa ancora una risata: «No, è semplice: basta dire “Motore, azione”. Molti si sbagliano e gridano “Azione, motore”».

Martedì 1 luglio alla Multisala America (via Colombo 11):
Sala A
Ore 22:30 Interferenze, omaggio ad Anna Bonaiuto: Morte di un matematico napoletano, di Mario Martone

Sala B
Ore 18:30 Concorso Nazionale: fiction
Ore 21:00 Omaggio a Claudio G. Fava, dedicato all'arte del doppiaggio, ospiti Mario Cordova e Oreste Lionello.

Mercoledì 2 luglio:
Sala A
Ore 17:30 Omaggio a Vittorio Gassman: La Grande Guerra, di Mario Monicelli
Ore 20:30 Oltre il Confine: The Butcher Boy
Ore 22:30 Interferenze: L'amore molesto, di Mario Martone
Sala B
Ore 15:00 Obiettivo Liguria
Ore 16:20 Omaggio a Claudio G. Fava
Ore 20:30 Concorso Nazionale: fiction

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