Magazine Sabato 28 giugno 2003

Attenti al libro

Magazine - Ingredienti per fare un libro: uno scrittore, una buona storia, un editore. Fin qua tutto bene. Ma poi ci vuole anche la carta, e qui cominciano i problemi. Perché per fare la carta ci vuole il legno, cioè alberi, cioè foreste. Un albero ogni novanta libri: andare in libreria è un po' come fare un salto nella foresta amazzonica versione postuma.

L'affermazione è un po' paradossale. Ma, fedele all'assunto che per portare a termine le grandi imprese è bene cominciare dalle piccole cose, ecco che Greenpeace ha deciso di mobilitare gli scrittori italiani per sensibilizzarli al problema. Non invitandoli a smettere di scrivere (sarebbe un peccato, visto che tra gli aderenti ci sono firme quali Maurizio Maggiani, Stefano Benni, Dacia Maraini, Erri De Luca, Aldo Nove solo per citarne alcuni), ma perché si impegnassero a fare pressioni presso i propri editori affinché i loro libri siano stampati su carta rigorosamente FSC. Ovvero carta proveniente da foreste gestite secondo standard ambientali, sociali ed economici del Forest Stewardship Council. In altre parole, carta non proveniente dalle foreste primarie del pianeta.

A Genova sono arrivati, per presentare l'iniziativa, Andrea De Carlo, Niccolò Ammaniti ed Edoardo Albinati (nell'ordine, da sinistra, nella foto), tre tra i primi firmatari dell'appello di Greenpeace.

«In questi giorni tutti stiamo sperimentando sulla nostra pelle che c'è qualcosa di guasto nell'ambiente», spiega De Carlo. «Un tempo era uno dei tipici argomenti da ascensore: "signora mia non ci sono più le mezze stagioni". Oggi non è più così. La situazione appare catastrofica, ma qualcosa può ancora essere fatto». Partendo dalle piccole cose: «Greenpeace ha avuto l'idea di un'azione che partisse dall'origine del processo evolutivo del libro, lo scrittore. Nel contratto del mio prossimo libro ci sarà una clausola perché venga stampato solo su carta certificata. E vorrei andare oltre: vorrei dedicare la prima pagina del libro per dare informazioni sulla carta. È il primo mattone, un impegno concreto».

Sergio Baffoni, responsabile della Campagna Foreste di Greenpeace, spiega che i quattro quinti delle foreste primarie sono state distrutte, «soprattutto negli ultimi trent'anni. Ma noi siamo andare avanti e cambiare il mondo». Anche Ammaniti parla di deforestazione: «Non avevo mai pensato alla provenienza della carta che veniva usata per i miei libri, fino a che non sono stato contattato da Greenpeace. Ero in campagna, stavo stampando la quarta versione di un romanzo. Ho pensato a tutta la carta sprecata, e ho cominciato a vedere gli alberi intorno a me sparire, ho visto il deserto avanzare». Lo scrittore romano è brillante come al solito, usa l'ironia e il paradosso: «Allora ho fatto come quando in casa c'è la spazzatura, che uno dice "aspetto un po' e poi mi abituo alla puzza", pur di non scendere a buttarla. Mi sono detto "scriverò libri più piccoli", ho rivalutato molto Baricco, pensando che dietro ai suoi libri ci fosse un impegno ecologico. Ho pensato che i libri migliori sono quelli più corti: It di Stephen King, che io adoro, è un libro orribile».

Infine, Albinati chiede che non venga impegnata in questa campagna solo la parola dello scrittore, ma anche il corpo: «Bisogna che interveniamo direttamente presso i nostri editori per quello che riguarda i nostri romanzi, certo, ma anche chiedere che tutte le collane siano stampate su carta certificata, se non proprio riciclata. Non ha senso chiedere a Rizzoli di stampare un libro su carta FSC, se poi il Corriere della Sera e tutti i supplementi non lo sono. E poi vorrei che gli scrittori fossero coinvolti nelle azioni di Greenpeace. Noi ce li immaginiamo sempre nei mari del Nord ad assaltare baleniere. Ma ci sono anche gli aspetti meno romantici, come il farsi calare sui depositi di sterco negli allevamenti di maiali in Emilia. Ecco: gli scrittori dovrebbero partecipare e raccontare questo impegno».

La campagna di Greenpeace prosegue: martedì 1 luglio alle 11.30 si terrà, presso la Biblioteca Berio in mattinata, un incontro per la presentazione delle iniziative contro l'importazione dei legname che comporta la distruzione delle ultime foreste primarie. Alle 17.30, poi, ci sarà un incontro tra i rappresentanti del Forest Stewardship Council e gli architetti genovesi.

di Donald Datti

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