Volti senza maschera - Magazine

Mostre Magazine Venerdì 27 giugno 2003

Volti senza maschera

Magazine - I volti e le parole. Impossibile separare Tullio Pericoli dalla letteratura. Tullio Pericoli racconta le storie di visi che forse nemmeno conosciamo, volti di poeti, scrittori, volti di coloro di cui noi conosciamo solo le parole. Ma, ed è questo il racconto attraverso la storia dei volti, ci basta guardarli, scoprirli e immediatamente riconoscerli.
«Ciascuno di noi sa scrivere racconti. Ne scrive uno per tutto il tempo della sua vita, in una lingua che sa usare abitualmente ma che ignora di possedere». Quel racconto è la sua faccia. Quel riassunto in viso che ci portiamo addosso.

La mostra, promossa dalla , da Arteutopia e dalla casa editrice , è un viaggio delizioso che si percorre come una passeggiata dove le strade si conoscono perché si riconoscono. Dove si sorride di fronte alla sagacia e alla capacità di Pericoli di darci pochi dettagli di quel volto, pochi elementi intorno per farcelo immediatamente ricordare. Il ritratto è il volto senza maschera, è l’anima, è l’essenzialità di chi rappresenta. I ritratti di Pericoli, senza mai essere caricaturali, sono somiglianti non identici, sono accenni, veloci come un ricordo che arriva agli occhi, sono Augenblick.

L’allestimento della mostra è suggestivo come i ricordi che porta con sé, al centro della stanza, fogli di tulle come pagine su cui vengono proiettate parole recitate dalla voce di attori. E allora si sentono i suoni aspri di Montale: spiro, salino, strazia, smarrito. Si alzano gli occhi e si vede il suo viso rotondo. «Tomas, la vita è così pesante per me e così leggera per te», è la voce della protagonista dell’
Insostenibile leggerezza dell’essere, un Kundera che Pericoli disegna pensieroso come la pesantezza leggera delle sue parole.

Tocchi, omaggi, segni, richiami: Pisolini ha una camicia aperta sotto una canottiera, come uno dei ragazzi di vita dei suoi romanzi, in mano una rosa Freud, disegnato come un pescatore con tutte le sue esche.
Albert Camus, con il bavero alzato e la sigaretta alla Humphrey Bogart, e gli elementi della convivialità della tavola. Il vino, il cibo e il suo sorriso dietro i baffi. Dario Fo e le sue maschere al collo, colto nella sua risata.. Pirandello dietro un sipario. L’immancabile basco di Anna Maria Ortese.

Disegni originali ma anche bozzetti e studi che fanno conoscere il percorso che ha portato poi alla realizzazione finale dell’opera. Le personali dedicate a Calvino, che Pericoli ritrae sempre con lo sguardo perplesso, come è quello di chi studia con le mani sotto il mento, la cravatta che prende il volo e i gomiti appoggiati ai suoi mondi immaginari.
A Kafka le enormi orecchie, lo sguardo impaurito,appoggiato al tavolo, sopra il quale stanno libri con il suo volto. Una molteplicità della sua persona che lui intendeva distruggere. Alle numerose rughe del volto di Beckett. A Proust, «longtemps je me suis couché de bonne heure», ritratto a letto o come un bambino che tiene la mano di una donna (la madre?). A Borges appoggiato all’enorme penna stilografica. A Stevenson, con i suoi tre volti.

Fra i tanti ritratti una dedica personale, a se stesso, un autoritratto che lo coglie in camicia da notte, come fosse impreparato, non pronto, come se ci volesse far vedere tutto il “disordine” del suo mondo interiore. basso gli strumenti del suo lavoro, i pennelli, a terra. Sparsi.
Così forse lavora Pericoli, partendo dalla terra, dalla realtà e facendola diventare ancora più vera con l’immaginazione


Fino al 29 Giugno
Spazio Oberdan Viale Vittorio Veneto 2
Tel. 02 77406300/6302
Orari 10-19.30 , martedì e giovedì fino alle 22.00
Lunedì chiuso
Ingresso 4,10 euro, 2,25 ridotto.

Marina Giardina

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