Concerti Magazine Lunedì 23 giugno 2003

Goa Boa, il resto del programma

Magazine - Venerdì 11 tornano gli Zebda (evviva!), supportati dal folk danzereccio e pensereccio della Bandabardò e – perché no? – dai ritmi meticci del global-funk dei Feel Good Production (la sigla de Le iene dice qualcosa?).
Le peuple de l’herbe sono una “scoperta” per modo di dire, dato che in Francia sono una solida realtà nel campo del groove. Si presentano sul palco con una batteria, due dj e una tromba, poi attaccano a suonare e lì vi voglio: pago da bere a chi riesce a non ballare.
Vecchie conoscenze sono i punkeggianti Linea 77 e Pornoriviste, così come i Franziska, che però preferiscono i suoni in levare dell’isola più reggae della galassia. Ancora punk con gli svizzeri Snitch e i bolognesi End of April.

Tra parentesi, in contemporanea, al Porto Antico suonano i Planet Funk (che facciamo, ci dividiamo? mandiamo un nostro ologramma?). Chiusa parentesi.

Sabato 12 si comincia come si era cominciato venerdì, cioè col punk: Forty Winks, Peawees, No one e Derozer, ancora chitarre distorte (ma più rock’n’roll) per gli svedesi Teenage Idols. All’improvviso però la giornata cambia pelle, molla le crudescenze post-clashiane e si avvia ad esplorare i campi del pop d’autore: più acustico con i Quintorigo, più elettronico con i La Crus.
La curiosità, oggi, gira intorno all’esibizione dei newyorkesi Blonde Redhead, che la cartella stampa annuncia come band «formata da due gemelli italiani (Simone e Amedeo Pace) e da una giapponese al basso. Suoni sofisticati e rock indipendente in generale». Vedremo, intanto a chiudere la serata sono i Tiromancino, una garanzia, anche se sento già da qua gli urletti delle fans di Federico Zampaglione.

Si chiude in bellezza domenica 13, con i potentissimi ritmi elettronici degli inglesi Audio Bullys e i più suadenti giri di basso del reggae dei Morgan Heritage (directly from Jamaica). Ma a questo punto saremo già sudaticci e alticci a causa dell’incrocio fra la birra e la musica degli Africa Unite, di ritorno a due anni dal , e dei Jarbanzo Negro: spagnoli, simil Manu-Chao ma meno tirati – almeno, sul palco. Un’accoppiata che vi farà felici, garantito.
La prima metà della giornata vede, in ordine di apparizione: H-Strychnine (metal), Hormonauts (rockabilly, e sono matti come cavalli), Elvis Jackson (punk rock sloveno. Sloveno? Sì, sloveno), UNdeclinable (olandesi, punk anke loro) e gli inossidabili Persiana Jones (sono passati i bei tempi di Tremarella ma ci sarà comunque da divertirsi…).

Tutto quanto alla bella cifra di 15 € al dì. Oppure 45 € tutto compreso per chi fa l’abbonamento: praticamente vi regalano due giorni – oltre alla classica magliettina.

Caro Goa Boa, che dire… forse soltanto che ERA UN ANNO CHE TI ASPETTAVAMO!

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

Lontano da qui Di Sara Colangelo Drammatico 2018 Lisa Spinelli è una maestra d'asilo con la passione per la poesia, tanto che i suoi figli ormai quasi adulti la trovano trasformata dalle lezioni che sta seguendo e il marito sente di essere un po' trascurato. Lisa non è di per sé... Guarda la scheda del film