Concerti Magazine Lunedì 23 giugno 2003

Goa Boa, inizia il countdown

Magazine - Come ogni anno si fa sospirare: «non gli danno i permessi», «no, glieli darebbero ma non ci sono gli spazi», «mancano i soldi», eccetera. Una lunga serie di falsi allarmi, che in ogni altra parte del mondo sarebbero ansie risibili per un appuntamento di questo spessore, ma Genova no, a Genova sono preoccupanti perché maniman
E invece anche quest’anno i ragazzi della Psyco ci sono riusciti: il , il sesto, è realtà. L’unico vero appuntamento con la musica popolare contemporanea (o “giovane”, o “rock”, o come accidenti preferite) che la città concede ai suoi abitanti si farà.

Sesta edizione, quinta location. Il Goa Boa fa di necessità virtù e si sposta, gli spazi a Genova sono preziosi e le sette note devono lottare come tigri per trovare un buco dove piazzare un palco per quattro giorni. Il 2003 sarà alla , al coperto della nuova immensa tensostruttura della Fiera, dal 10 al 13 luglio.
Non è l’unica novità: cambia la formula (invece del abbiamo un aperitivo, il 3 luglio) e aumentano i concerti, invece di sei sono dieci al giorno. In ultimo, in contemporanea col Festival viene presentata la prima edizione di , la prima fiera dell’Europa mediterranea dedicata agli sport su tavola.

Come sempre, il programma del Goa Boa offre uno sguardo a 360 gradi sul panorama musicale europeo (ma non solo), abbinando grandi nomi a musicisti meno noti ma spesso più interessanti.

Si comincia giovedì 3 luglio, ore 19.00, quando il sipario si aprirà su Carmen Consoli, Dionysos e Sharko. Quello di Carmen è un e ormai la ragazza non ha bisogno di presentazioni, mentre magari bisognerà dire in giro che i Dionysos sono stati votati "miglior gruppo francese del mondo sul palco" e che ricordano a tratti i Noir Desir. Quello che propone il belga Sharko è invece un indie-rock ricercato e accattivante.

Dopo l’anteprima del 3 luglio, il Festival vero e proprio comincia giovedì 10, alle 16.00.
Super-giornata… ad aprire le danze – ormai la voce si è sparsa – è Skin, preceduta dai Marlene Kuntz (ci sarà naturalmente spazio per il duetto della “Canzone che scrivo per te”), mentre le “scoperte” del giorno portano il nome di Dalek e Daniel Johnston. Il primo, americano, propone un rap con superbe campionature praticamente di ogni genere (jazz, rock, Pink Floyd, afro), mentre Daniel Johnston – americano anche lui – si definisce «artist, singer, songwriter, pilgrim of indie music with 27 albums, hundreds of songs, and thousands of fans». Se ci aggiungiamo che i suoi fan sono Lou Reed, Tom Waits e Matt Groening (sì, il papà dei Simpsons)… non so voi ma io mi sono incuriosito!
A chiudere (in verità ad aprire), spazio ai micidiali riff crossover degli Inme, ai portoghesi Blind Zero e alla triade di gruppi italiani: One Dimensional Man (bluescore), Julie’s haircut (rock molteplice) e ai nostrani Numero 6, the next big thing in città.


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