Magazine Mercoledì 14 febbraio 2018

Come scrivere un romanzo storico, il nuovo libro di Patrizia Debicke

Pubblichiamo di seguito un estratto del nuovo libro della nostra collaboratrice Patrizia Debicke van Der NootCome si scrive un romazo storico  (Delos Digital, 2018), che consiglia ai lettori come destreggiarsi per diventare esperti nello scrivere un romanzo storico.

Magazine - Perché si pensa di voler scrivere un romanzo storico

Perché scrivendo di storia si può sognare, lasciando spazio all’immaginazione? Perché ci piace la storia? O perché lanciati sulla falsariga del filone neo storico (vedi Umberto Eco & company) riteniamo la storia un mezzo efficace per confrontarsi con l’attualità?

Vediamo. Ci sono tanti generi letterari in circolazione e ciascuno può avere la sua dimensione e collocazione tra il pubblico. E visto che il vero scopo finale di uno scrittore dovrebbe essere quello di farsi leggere (e dunque vendere i propri libri) quindi se crediamo che la storia ci sia congeniale, perché no?

Indubbiamente lo scrivere di storia, che in un certo senso può rappresentare un desiderio di una fuga verso orizzonti più vasti, permette di fantasticare e magari concedere più spazio alla creatività, ma in realtà noi abbiamo una falsa e troppo idilliaca immagine della storia. La storia non è la mitologia, lo storia è il compendio di una realtà spesso triste o crudele fatta dagli uomini, non è certo un romanzo rosa. Ben pochi sono i momenti storici edificanti e troppo spesso artefatti e falsamente riportati.

Nella storia la prevaricazione, la paura e il male fanno da padroni e dominano i drammi e le tragedie. E quindi niente sogni purtroppo, altrimenti invece di scrivere di storia scriveremmo una favola. Ma visto che ogni storia scaturisce necessariamente da un’idea, ci serve invece senz’altro l’immaginazione o meglio la creatività per costruire i personaggi e la trama da inserire nella realtà del contesto. Allora diciamo che vogliamo scrivere un romanzo storico perché ci piace la storia.

Beh questo è già un approccio più giusto, ma volendo farlo dobbiamo sapere subito che ci cacciamo mani e piedi in un’impresa non da poco, che chiede tempo, pazienza, perseveranza e rinunce. Vogliamo scrivere di storia per confrontarci con la realtà? Fattibile senz’altro perché lo scrivere di storia ci permette di mettere in discussione e magari criticare fatti e avvenimenti dell’oggi tanto simili a quelli avvenuti in altri secoli. E dunque scrivendo la nostra storia potremmo anche far passare un messaggio. Sappiamo che per molti autori rappresenta l’unico e vero scopo.

Purtroppo però si può parlare solo di discussione e critica perché sappiamo bene tutti che gli errori commessi in passato non sono mai serviti come esempio alle successive generazioni. Altra semifilosofica possibilità: forse il passato, con la sua apparente certezza, può sembrare più rassicurante dell’incertissimo presente e dell’inesistente futuro. A conti fatti teniamo sempre presente che la storia trasmette sempre un altro elemento abbastanza consolatorio: che comunque, alla fine, il mondo sopravvive e va avanti.

Tratto da Come si scrive un romanzo storico (Delos Digital, 2018)

di Patrizia Debicke van der Noot

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