Sanremo 2018: Alice Caioli con Specchi Rotti. Testo e pagella - Magazine

Sanremo 2018: Alice Caioli con Specchi Rotti. Testo e pagella

Musica Magazine Lunedì 22 gennaio 2018

Alice Caioli

SANREMO 2018: TUTTI I TESTI E LE PAGELLE DELLE CANZONI IN GARA

Pubblichiamo di seguito la valutazione linguistica sui testi delle canzoni in gara a Sanremo 2017 di Lorenzo Coveri, professore di linguistica italiana all'Università di Genova, che si è occupato a più riprese del Festival.

Magazine - ALICE CAIOLI - SPECCHI ROTTI (A. Caioli – P. Muscolino)

La giovane (21 anni) cantante siciliana (ora vive nel Messinese) Alice Caioli è nata sotto una buona stella, musicalmente parlando: a Sant’Agata di Militello, il paese natale di Pippo Baudo (13 volte presentatore sul palco di Sanremo), in quell’area etnea che ha dato alla canzone italiana i nomi di Franco Battiato e di Carmen Consoli. La canzone con cui Alice (che aveva già partecipato al talent Io canto nel 2012), proveniente da Area Sanremo assieme a Leonardo Monteiro, è entrata nei finalisti delle Nuove Proposte, affronta un nodo impegnativo, quello dello specchio, che ha evidentemente a che fare con l’identità, l’immagine di sé: spezzata, in questo caso. Il riferimento alla figura del padre assente, dichiarato dalla cantante in alcune interviste, non sembra però così evidente. E il tema è svolto principalmente in chiave di sensazioni, allineate in una sequenza di forme verbali all’indicativo presente (“Sogno, non torno, mi perdo, mi spoglio dei dubbi, dei passi sbagliati che ho fatto”) che ricordano molto, tra l’altro, Ti penso dei Matia Bazar per l’intonazione da ballad. Anche il testo, come forse è inevitabile in questi casi, è zeppo di assonanze e di allusioni probabilmente preterintenzionali, da Il cielo in una stanza della strofa (“questa casa non ha porte, limiti, pareti”) ai “fiumi di parole” (ricordate i Jalisse?) del ritornello, in una collana di frasi nominali (ossia senza verbo al modo finito) (“donna, immagine e canzone, fiumi di parole, tensione, dolore, ossessione”) piuttosto gratuita. Forse c’è anche un’eco di Raf (“oltre ai tuoi occhi”) e addirittura dei Pooh (“non mi dice una parola” ricorda Tanta voglia di lei). L’interpretazione, a parte la presenza scenica (Alice è una tipica bellezza mediterranea, ma dovrebbe curare maggiormente la dizione, specialmente quando non canta) è monocorde. Sul palco di Sanremo sarà diretta da Massimo Morini.  E giovane, potrà ancora maturare.

Per ora, voto: 4.

Sopra il letto sul mio tetto la finestra che non ho
questa casa non ha porte, limiti, pareti
senza vetri non distinguo giorno e notte
il mio tempo ormai è fermo.

Queste ore mai contate, specchi a pezzi, muri opachi
racchiudono silenzi, colmi di parole e le mie presenze senti
occhi rovinati, chiusi e sporchi di rancore.

Sogno, non torno, mi perdo, mi spoglio dei dubbi, dei passi sbagliati che ho fatto
sogno i tuoi occhi non c’è più un confine
Vedo un ricordo di un bacio nascosto
dei pianti negati e dei vuoti colmati
oltre i tuoi occhi non c’è più un confine.

Donna, immagine e canzoni, fiumi di parole
tensione, dolore, ossessione e
se spargo la mia voce nessuno sa ascoltare
salgo le scale dei miei sbalzi d’umore.

Non inciampo su me stessa
che non sono mai la stessa
decisa, indecisa, precisa e imprecisa
e questi freni, bruciano i pensieri come ore mai contate.

Sogno, non torno, mi perdo, mi spoglio dei dubbi, dei passi sbagliati che ho fatto
sogno i tuoi occhi non c’è più un confine
Vedo il ricordo di un bacio nascosto
dei pianti negati e dei vuoti colmati
oltre i tuoi occhi non c’è più un confine.

Sogno, non torno, mi perdo, mi spoglio dei dubbi, dei passi sbagliati che ho fatto
sogno i tuoi occhi non c’è più un confine.
Sogno, mi sbaglio che i passi che ho fatto
sogno un ricordo di un bacio nascosto
di pianti negati e dei vuoti colmati
oltre i tuoi occhi non c’è più un confine.

E ogni sera mi fissa la finestra che non ho
con paure e insicurezza non mi dice una parola.