Magazine Martedì 19 dicembre 2017

L'uomo del labirinto, il nuovo thriller di Donato Carrisi

Magazine - Un non-luogo: una città, Stati Uniti? I nomi e i cognomi delle persone nel nuovo romanzo di Donato CarrisiL'uomo del labirinto (Longanesi, 2017, 393 pagine, 19 Euro) sono anglofoni o spagnoleggianti. Quindi logica conclusione siamo poco lontani dal confine messicano. Comunque una città in cui, a causa dell’ondata anomala di caldo che travolge tutti, costringendoli a invertire i ritmi di vita, solo durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere.

I giorni apocalittici dei cambiamenti climatici globali o quell’umido calore soffocante che da millenni punisce la zona? Comunque è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge fortunosamente dalle tenebre che l’avevano inghiottita ben quindici anni prima, e viene ritrovata dalla polizia, allertata da una telefonata anonima, in una zona boschiva deserta con il corpo martoriato dalle escoriazioni e una gamba fratturata.

Samantha Sam Andretti era scomparsa, (rapita?) il 23 febbraio di quindici anni prima. Allora frequentava la seconda media, era una ragazza carina, una preadolescente con lunghi capelli castani dorati, giocava a pallavolo e Tony Baretta, uno dei ragazzi più gettonati della scuola, proprio quel giorno per mezzo di compagni di scuola le aveva dato un appuntamento…

Sam  era in anticipo, molto emozionata, ma pur andando di fretta aveva buttato un’occhiata ai finestrini a specchio di un minivan bianco per meglio controllare il suo look. Sì era ok, ma proprio in quel momento qualcuno, un uomo con una enorme maschera da coniglio, l’aveva afferrata, stordita e trascinata dentro… Rapita e tenuta prigioniera, in una specie di labirinto sottoterra dove è miracolosamente sopravvissuta a sevizie, abusi, inganni e inimmaginabili giochi crudeli.

Sam ora è libera, ma fuori di sé, e ricoverata in una stanza d’ospedale. Accanto a lei il dottor Green, un profiler particolare che dovrebbe essere in grado di far riemergere i mostri dalla mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l’Uomo del Labirinto.

Ma Samantha Stenta a risollevarsi dall’incubo. L’orrendo buio in cui ha vissuto nel lungo periodo della sua prigionia, l’ha infettata. Per sempre? Chissà. E comunque non ha idea della lunghissima durata del suo calvario. Le sono state somministrate di continuo droghe pesanti, ricorda poco o nulla delle sofferenze patite (avrebbe addirittura partorito?) e il grigio dei muri attorno a lei, unico colore fissato nella sua memoria, renderanno molto incerto il suo recupero fisico, psicologico e sociale.

Ma il profiler dottor Green non è l’unico a inseguire il mostro. Anche l’investigatore privato Bruno Genko sente la notizia dai media. Bruno Genko, che da anni cela il suo insospettabile fiuto investigativo, che l’ha reso ricco ma solo, dietro uno squallido anonimato. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico per conto del padre della ragazzina, uno dei pochi che non ha mai risolto. Forse è l’occasione di rimediare ma sono appena scaduti i due mesi di vita che i medici gli hanno dato per la sua incurabile malattia (una terribile infezione batterica annidata nel pericardio).

Il suo cuore perde colpi, ogni attimo di più è regalato, ma incastrare quel mostro diventa per lui un chiodo fisso. Va a frugare nel Limbo, negli archivi investigativi del passato, ritira fuori tutte le carte, riparla con i poliziotti di allora. Viene fuori che forse anche Mila, Maria Elena Vasquez (eroina di due precedenti libri), stava indagando sul caso. E, seguendo la labile pista del disegno di un coniglio, finalmente riuscirà a trovare le tracce per individuare il nome del rapitore, uno fra i tanti tra quelli che rapiti, torturati ma sfuggiti ai loro aguzzini, ormai sono stati contagiati dal male e pur vivendo in apparenza una vita normale, si dedicano a schiavizzare le loro vittime per creare altri figli del buio.

Pare siano tanti nel mondo i casi di bambini segregati in tane sotterranee, sepolti vivi da sadici “virtuosi” che, non paghi di rapire ed uccidere, plagiano mostruosamente le loro vittime, costringendole a terrificanti e abominevoli gogne.

Donato Carrisi, nato professionalmente come sceneggiatore cinematografico, ha riscosso grande successo, sia con i suoi romanzi (questo è l’ottavo) sia con il recente film, La ragazza nella nebbia, tratto dal sesto, appena approdato agli schermi italiani e da lui diretto. Come nei suoi precedenti romanzi pare sia impossibile fermare il diabolico ingranaggio avviato e il  suo “mostro” non fa che generare altri mostri. Peccato per Bruno Genko che si gode ancora per poco la tequila e le Variazioni Goldeberg di Bach eseguite da Glenn Gould.

di Patrizia Debicke van der Noot

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