Un genovese dietro le quinte di Spoleto - Magazine

Teatro Magazine Mercoledì 18 giugno 2003

Un genovese dietro le quinte di Spoleto

Magazine - Eugenio Marré Brunenghi è stato uno dei nostri a mentelocale.it. Poi l’abbiamo lasciato ai suoi studi da tenore. Qualche giorno fa è rispuntato nientepopodimeno che dal (27 giugno – 13 luglio), dove da due anni è vicedirettore tecnico. Per questo lo abbiamo messo sotto torchio e ci siamo fatti raccontare quell’incredibile realtà.

Ciao Euge, cosa combini lì a Spoleto, ti avevo lasciato che studiavi da tenore, o sbaglio?
Sì, lo studio procede, ma ora a Spoleto sono vicedirettore tecnico.

...Che significa?...
Vuol dire coordinare gli allestimenti dei 150 spettacoli affinché funzionino nei dodici teatri, nelle chiese, e in tutti gli altri spazi per concerti che ospiteranno le iniziative. Ma anche lavorare al fianco di grandi nomi come per esempio, Giancarlo Menotti, fondatore del festival nonché, quest'anno, regista del Lohengrin di Wagner, un’opera estremamente impegantiva che dà l’avvio alle manifestazioni.

In concreto cosa fai?
Parliamo con i direttori tecnici delle varie produzioni e delle compagnie e ascoltiamo i loro bisogni, prepariamo preventivi, cerchiamo di trovare le soluzioni più adatte alle loro esigenze, che sono sempre diverse. Trattiamo con i macchinisti, gli elettricisti, gli scenografi, i direttori di scena eccetera.

Ma come ci sei arrivato a Spoleto?
Ho cominciato l’anno scorso. Semplicemente mandando un curriculum. C’era stato un cambio repentino di tutta la direzione tecnica e, quando siamo arrivati, io e il mio capo, Enrico Sanpaolesi, abbiamo trovato tutto fermo. Era tardissimo e abbiamo dovuto allestire tutto in grande fretta. Fra l’altro il mio capo, nella seconda settimana del Festival è stato male e così ho dovuto sostituirlo per intero.

E lo studio da tenore?
A settembre mi diplomo.

Ma non soffri a lavorare dietro le quinte, rispetto alla prospettiva di calcare la scena?
Al secondo anno qui a Spoleto devo dire che mi trovo a mio agio in un lavoro organizzativo a 360°. Un lavoro per cui bisogna essere “open minded” ed eclettici: due caratteristiche che mi sento di impersonare con facilità.
Per quanto riguarda il canto, una cosa sono arrivato a capire: cantare non è un lavoro. Perché è difficile fare del canto un mestiere senza farlo diventare arido. Preferisco pensarla come una passione, qualcosa che si fa per il gusto di farla e non per mangiare.

Il programma completo del Festival all'indirizzo www.spoletofestival.it

(In alto Eugenio Marré Brunenghi, nelle altre immagini un particolare del manifesto del Festival e il ballerino Gragor Alexander Hatala che, con altri Primi Ballerini e Etoilles dei più celebri teatri internazionali daranno vita al "Dance Gala": una magica doppia serata, nello scenario di Piazza del Duomo)

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