Magazine Martedì 17 giugno 2003

Porko mondo che libro

"Anche in questo siamo uguali. L'unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia. Io no. Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai."
"E allora tu che cosa fai, di notte,per curare il tuo male?"
"Io uccido..."


Due parole, tre puntini di sospensione e in mezzo settecento pagine serrate, ricche di colpi di scena di personaggi intensi e umani. Scommesse e promesse, vinte le prime e mantenute le seconde. Questa la sintesi della veste letteraria di Giorgio Faletti.

Faletti ci ha abituato a sorprese sempre nuove: comico esilarante nel Drive In di Antonio Ricci, cantante in un Sanremo che non importa chi lo abbia vinto perché “Minchia signor tenente” aveva impressionato tutti, e ora autore di un libro importante che ha ormai superato la fase di "caso letterario" per diventare, con 450 mila copie vendute, un vero e proprio best seller.

La storia che Faletti racconta è ambientata nel principato di Monaco nel periodo appena successivo al Gran Premio di Monaco 2002, e ha come punto di riferimento Radio Montercarlo e Jan-Loup Verdier, deejay notturno che si trova a essere, suo malgrado, il punto di riferimento di un serial killer che annuncia la sua opera telefonando a “voices”, la sua trasmissione.

Il libro scorre veloce e fresco come un tè ghiacciato alle tre del pomeriggio, e si presenta come l’ideale compagnia in una giornata passata in spiaggia dove un brivido di paura può essere facilmente visto come un dolce sollievo al caldo dell'estate.

Lo stile è quello dei migliori thriller d’oltreoceano, molti infatti sono i richiami al primo Harris, e a Will Graham, il combattuto agente del Bureau che ha catturato Hannibal Lecter.
Come nella migliore tradizione quello che spaventa non è quello che si vede, ma quello che si immagina. A mano a mano che il libro va avanti è inevitabile rimanere affascinati anche da un cattivo subdolo, freddo e intelligente come solo il cattivo con la faccia di Hopkins ha saputo essere.

Faletti si diverte molto a muovere i suoi personaggi lungo una scacchiera in cui il bianco e il nero sono sostituiti da un’infinità di grigi, e sulla quale gli intrecci politici accompagnano la trama.

Frank Ottobre, agente Fbi in aspettativa, è la terza variante di poliziotto partorita da Faletti dopo Vito Catozzo e quella cantata, ed è un eroe moderno, umano e vulnerabile, che sconfigge i suoi fantasmi affrontando un mostro che è troppo grande per lui.

Il testo alterna con maestria le fasi di indagine, le storie personali dei protagonisti, con il “carnevale”, il momento in cui è l’ombra del killer a essere protagonista. Il lettore viene preso per mano e portato a conoscere le vittime nel momento in cui il loro destino sta per compiersi diventando spettatore, complice e vittima allo stesso tempo.

La storia è ben costruita e scorre via veloce come un film con tutti i particolari che solo un libro può regalare.
Faletti alterna fasi concitate e serrate con momenti in cui si diverte, e non lo nasconde, con una scrittura che fa suo uno stile che va oltre la necessità narrativa.

Tra una serata in radio e un corsa per un indizio sperato più che visto (scommessa o promessa?), il libro si presenta come un esperienza molto interessante che non a caso ha convinto 450 mila perone più il sottoscritto.
di Francesco Cascione

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