Magazine Martedì 31 ottobre 2017

Dragonero, le novità sul fumetto fantasy al Lucca Comics

Magazine - Dieci anni fa, la mappa dell’Erondàr si apriva all’interno di albo a fumetti davanti a lettori appassionati di fantasy. Finalmente gli amanti di Tolkien e Paolini trovano una maestosa declinazione in fumetto di un genere amato, con poca narrativa nostrana ma che all’estero rappresentava, all’epoca, una parte copiosa delle librerie e delle biblioteche. Harry Potter, ad esempio, è conseguenza di una vastissima letteratura di genere, non causa.

Perché un fantasy funzioni non basta che si dichiari tale, occorre maestria nel racconto, una visione d’insieme dettagliata, una preparazione scrupolosa e una cura maniacale del dettaglio. Ogni pagina di un libro fantasy, come avviene solo per la fantascienza, necessita di interi dossier.

Fiumi e laghi, flora e fauna sono fondamentali, quanto la costruzione di personaggi che siano credibili, fondamentale anche la struttura politica, le gerarchie militari e commerciali. Nulla va lasciato al caso perché il lettore pronto a viaggiare non vuole che la sospensione di credulità sia messa in dubbio da crepe che se presenti, diventano voragini capaci di inghiottire la storia raccontata e chi la racconta.

Scrivere un fantasy, e tradurlo in fumetto è una sfida notevole, che Stefano Vietti e Luca Enoch hanno raccolto da buoni narratori quali sono e che, a distanza di dieci anni dalla prima uscita, hanno vinto, ma non solo.

La loro voglia di raccontare e la passione dedicata a questo progetto li ha spinti oltre, al punto di pensare a Dragonero come progetto cross-mediale. Gioco, romanzi, serie animata, spingendosi a vedere la loro creatura in forma di brand, un vero universo narrativo, da espandere in  tutte le direzioni immaginabili.

Al Lucca Comics, l’imminente appuntamento con Gli Stati Generali del Fumetto, verranno presentati due progetti che raccontano di Ian, il protagonista, da bambino e poco più che adolescente. Saranno infatti messi in vendita il primo numero della serie dedicata ai più giovani, Dragonero Adventures e il primo volume – un’anteprima di una serie che vedremo nel 2018 – della serie Adulta intitolato i Senzanima.

Aspettando di vedere come l’Universo Dragonero prende forma – imminente anche la serie animata – si conferma interessante l’iniziativa editoriale che ripubblica, in edizione a colori e in elegante cartonato alcune delle storie della serie canonica.

Dopo Le Origini, riedizione dell’introvabile romanzo che ha iniziato la saga  e nelle Terre dei Ghoul, arriva in libreria e fumetteria Dragonero - Minaccia All’Impero (Ed Bonelli – 208 pp, 24 Eur). In nuova veste, un elegante cartonato a colori, viene riprodotta la lunga avventura sviluppata nei numeri 15 e 16 della serie mensile.

Il valore della storia scritta da Luca Enoch e disegnata da Giancarlo Olivares, Ian e Gmor e Myrva si trovano al centro di un complotto per uccidere il principe ereditario, è elevato dalla colorazione di Paolo Francescutto. I colori infatti donano al tratto di Olivares, conosciuto e ammirato su Hammer prima e Nathan Never poi, ancora più profondità e spessore.

Sebbene un volume simile sia ovviamente rivolto a chi Dragonero lo conosca poco e lo voglia approfondire senza rincorrere gli arretrati, i colori e il formato rendono alcune tavole talmente ricche di dettagli da rappresentare un nuovo aspetto di una storia conosciuta. Il modo in cui in Bonelli viene utilizzato il colore – prima riservato solo a qualche uscita sporadica – ha portato la narrazione ad un nuovo sorprendente livello.

Il volume scorre a meraviglia. Il lettore abituale si sente a casa ma il volume non è un luogo accogliente solo per lui. La lettura non è un’esperienza alienante neppure per un neofita; lungo l’albo infatti vengono disseminati indizi tali da permettere anche ad un lettore appena catturato dalla festa di disegni e colori di non perdersi. 

Si inizia da una mappa dettagliata. Fondamentale e magnifica. L’Erondàr è un continente vastissimo e ricco, la mappa consente al lettore di avere chiaro da subito il dove, la capitale dell’Impero; il quando è mostrato nelle prime tavole del volume: un capodanno da togliere il fiato.

La scrittura di Enoch consente di alternare momenti di reale ilarità – Gmor l’orco è un personaggio che permette al papà di Gea e Lilith di divertirsi davvero – ad altri di notevole carica erotica, l’invenzione della cerniera non è mai stata più sexy, senza mai distaccarsi da una rotta fatta di vera ed esaltante avventura, intrighi duelli, colpi di scena e avventura.

Racconto e azione sono infatti paradigmatici di una serie che in poco più di un lustro si è posta in vetta al gradimento dei lettori. In Minaccia all’Impero entrambe si mostrano al loro meglio.

Il libro, prima di una ricca e dettagliata appendice, chiude con un racconto inedito, un’occasione per ringraziare i lettori e collezionisti affezionati: tre guasconi, personaggi in cui è facile ritrovare gli elementi che rendono Enoch uno dei migliori sceneggiatori italiani, si inseriscono in modo davvero avvincente all’interno del racconto appena concluso, infilandosi con grazia nelle intercapedini dello stesso.

In sostanza il volume è una bella esperienza di lettura, un’ottima occasione per incontrare e approfondire uno dei migliori personaggi della Casa delle Idee e un bell’oggetto da esibire e sfogliare. Un ottimo biglietto da visita per un personaggio che, alla vigilia di una saga che si annuncia epocale – Le regine Nere – che a Lucca verrà presentata con una copertina Variant realizzata da Marco Checchetto, continua a sorprendere un numero via l’altro. Diverso il Passo. Uguale il cuore.

di Francesco Cascione

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