A Quarto l'Archivio Museo della stampa - Magazine

Mostre Magazine Archivio Museo della Stampa Giovedì 12 giugno 2003

A Quarto l'Archivio Museo della stampa

Magazine - Sono tornata dalla visita all'archivio con un piccolissimo lingotto di piombo con impressa una "v".
Un piccolo ma preziosissimo cimelio.
In quel luogo, improvvisamente sono caduta nell’afasia e nell’analfabetismo.

L’Archivio Museo della Stampa, allestito all’interno dei locali del Se.Di. della Provincia di Genova a Quarto, che verrà ufficialmente inaugurato alle presenza delle autorità che l’hanno fortemente voluto, è in realtà frutto di una lunga storia iniziata nel '95 con l'"Antilibro".
I materiali sono stati raccolti dalla passione di Francesco Pirella, artista-editore nonché esperto e profondo conoscitore dell'arte e scienza tipografica, che oggi li offre alla città insieme al comitato promotore di questa nuova realtà composto di nomi illustri: Margherita Hack, Edoardo Sanguineti, Vincesco Tagliasco, Alberto Abruzzese, Emanuele Luzzati e Fernanda Pivano.

È questo il luogo dove si racconta una rivoluzione che è oggi incredibilmente attuale. Cinque secoli fa Gutenberg inventava i caratteri mobili, oggi, l’utilizzo delle macchine digitali rivoluziona l’universo tipografico, e parla di quella che Francesco Pirella definisce “una nuova era Gutenberg, che è già cominciata.”
Il luogo dove la parola scritta si inventa attraverso i caratteri incisi su legno o piombo, per poi essere destinata al suo contenitore d’elezione (anche se uno fra tanti): la carta. Ma non solo.

È questo il luogo dove si scopre come l’arte o la scienza tipografica sia applicata a molte delle cose che si producono: i biscotti, i tombini in ferro, le etichette dei vini che originano dalle innumerevoli fustelle che sagomano la carta, fino agli stampi che creano i vassoi dell’alta pasticceria o i marchi di fabbrica.

Molte delle macchine da stampa esposte sono reperti preziosi di un'archeologia industriale, che continua ad arricchirsi di nuovi monumenti (aimé pesantissimi, seppur bellissimi), a causa dell’incalzare della nuova e più leggera tecnologia, fatta di chips e bit. L’amore per la scrittura resta spiazzato di fronte alle rarità accolte in questo nuovo spazio, che aprono la prospettiva del carattere impresso.
Gli oggetti abitano lo spazio a loro dedicato, cercando di annientare la distanza normalmente imposta dal contenitore museale. Per questo Pirella ha spesso piuttosto parlato del museo come “Fabbrica”. Dai caratteri tipografici, alle presse, dai mobili, ai torchi antichi e rari, e ancora dagli strumenti per la rilegatura alle fustellatrici, agli stampi e agli speciali coltelli per creare, a mano, cliché scavati su cartone pressato, fino alle tenerissime scatoline per la raccolta dell’inchiostro, primo manufatto di chi entrava in tipografia: tutto parla di una storia immersa nel buio della notte e coperta da una densa cortina di fumo.

Sono stata solo due volte in una tipografia e l’ignoranza che mi coglie di fronte ad ogni oggetto è ripagata dalla possibilità stessa di colmarla in questo luogo. Un museo che si propone di essere molto vivace, di intessere rapporti nazionali ed internazionali di grande livello (già avviati per esempio con la realtà di Firenze e con l'Istituto McLuhan di Toronto), per organizzare mostre e iniziative di vario genere (a dicembre partirà la prima). Il museo sarà anche e soprattutto un laboratorio didattico in cui conoscere e sperimentare una lunga storia fatta di prodotti, ma anche di grandi e piccoli momenti creativi.

Con quel carattere di piombo in tasca, la "v", me ne vado dal museo, soffermandomi sui mobili che arredano lo spazio antistante, in modo volutamente disordinato, da installazione, e vedo già le future kermesse che potrebbe ospitare.

(In alto il simbolo dell'Archivio Museo della Stampa, xilografia disegnata da Nicola Ottria; in basso l'immagine di un raro torchio litografico a stella della seconda metà dell'800)

Potrebbe interessarti anche: , Ad Ascona la mostra tematica Arte e Perturbante , Biennale di Venezia 2017: Viva arte Viva. Da Roberto Cuoghi a Damien Hirst , Lucca Comics 2016: Da Zerocalcare a Gipi, fino ai Cosplay , Anime nere: la Calabria tra letteratura e cinema , Addio a Mario Dondero, fotografo del '900 più vero