Concerti Magazine Mercoledì 11 giugno 2003

Rock da brividi (II)

Magazine - Dietro i tamburi di una batteria che nemmeno una band a “Castrocaro”, pressoché impassibile, quasi un metronomo alieno, Charlie indica il ritmo, con quella sua aria da inappuntabile libraio antiquario.
Buona visibilità per gli accompagnatori di alto livello.
In evidenza il più che collaudato bassista Darryl Jones a sostituire Bill Wyman che ha, da tempo, detto il suo “basta” al gruppo e che ho visto dilettarsi a suonare il blues che più gli piace.
Poi Chuck Leavell, già negli Allman Brothers Band e la panterona nera Lisa Fischer (miniabito nero con brillantini e tacchi alti) che cresce dalla backing vocals fino a duettare con Mick e a prendersi un suo spazio solista.
Nonostante la presenza di una solida sezione fiati (con il grande Bobby Keys al sax), gli Stones sono e restano una “guitar band”, fedele al blues degli esordi.
Così “Mannish boy” granitico standard di Muddy Waters (col verso “I’m rolling stone”, da cui Brian Jones trasse il nome del gruppo) e la cover di “Like a rolling stone” di Bob Dylan”, eseguite su un b-stage, davanti alla tribuna, raggiunto tramite una passerella costruita sul prato, sono molto di più di un’autocelebrazione.

Il suono continua a profumare abbondantemente di black sound e gli hit si rincorrono senza interruzioni.
Acclamatissime e danzatissime “Angie” , “Miss You” , “You Can't Always Get What You Want” ; devastanti le esecuzioni di “Sympathy For The Devil” e “Gimme Shelter” , con gli schermi che virano su colori, più sfilacciati e psichedelici e fiammate.
”Honky Tonk Women” è accompagnata da un cartone manga in cui una signorina sadomaso in stivaloni e perizoma, dopo averla cavalcata, è masticata e ingoiata dalla carnosissima bocca rossa, più che un simbolo, un vero feticcio.
“It's Only Rock'n Roll” è un inno cantato dall’intero pubblico come ai Campionati Mondiali di calcio.
“Satisfaction” porta all’esaltazione collettiva (tutti in piedi, tribuna centrale compresa) e prepara al bis finale di “Jumping Jack Flash” che sfuma in un delirio di fuochi d’artificio. Sì, decisamente piuttosto che ascoltare gli epigoni, ragazzi, ve lo assicuro sono ancora meglio gli originali.

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