Magazine Martedì 19 dicembre 2000

Viana Conti consiglia

Magazine - È una raccolta di testi teorico-critici, scritti dal 1996 al 2000. Gratis a bordo dell'arte di Achille Bonito Oliva si apre con tre frasi di entropia mancata, una sorta di provocazione a tre voci: "Non è sufficiente essere felici, bisogna che gli altri non lo siano" (Jules Renard) -“Essere vittima della storia non vuol dire essere un angelo” (Louis-Ferdinand Céline) - “Non è soltanto merito mio, è anche colpa degli altri” (Achille Bonito Oliva).

“Noi siamo già tutti morti” ci comunica Ilya Prigogine, ma la fame di vita produce continuità storica contro il determinismo entropico e ci invita tutti a un “pranzo gratis”.

Allo stesso pranzo gratis ci inviterebbe l’arte, nella visione di Bonito Oliva, a bordo delle sue opere, cibo spirituale, fuori dalla logica della sopravvivenza. Se l’arte invita lo spettatore al movimento, la tecnologia della comunicazione lo riduce invece all’immobilità, alla stanzialità domestica, all’intimità violata del grande fratello. L’arte invita allo sforzo mentre l’università del consumo invita al gaudio collettivo, ”sospingendo malignamente l’arte verso l’Accademia degli artefici solitari”.

L’arte contemporanea, nell’ipotesi del critico, trova la propria radice nel Manierismo, movimento consapevole di un’identità metalinguistica e caratterizzato da quella che definisce la linea bulimia, legata a un’idea di accumulo e memoria, da cui deriva la pratica della citazione che traduce e tradisce, contro la linea anoressica, legata a un’idea di assottigliamento, riferibile invece al Rinascimento.

Gratis. A bordo dell’arte è un viaggio nel pensiero, una navigazione a bordo delle opere delle avanguardie, neoavanguardie, Transavanguardia fino a oggi, a un presente in cui la nozione di navigazione è riferibile ad altri parametri, altre velocità. Un viaggio di mostra in mostra, dall’Europa all’America, dall’Asia all’Africa, dove ogni artista viene attraversato dal filo rosso di una riflessione riconducibile ai fondamenti teorici che sono andati a formulare L’ideologia del Traditore, La Transavanguardia nazionale e internazionale. Una lettura dell’opera la sua attenta ai processi analitici e sintetici, sempre pronta a individuare “nell’immanenza dello spazio visivo l’imminenza di un evento.”

Il libro si struttura su diversi piani di lettura-allestimento-scrittura: motivazione teorica della mostra curata in prima persona, presentazione di rassegne artistiche altrui, di Biennali zapping (come la sua del 1993 a Venezia), promenade o tecnologicamente corrette (come la 48° di Harald Szeemann), recensione, intervista, racconto, ritratti e autoritratti, rammemorazione emotiva di artisti che se ne sono andati recentemente come Schifano, che hanno interrotto la loro giovane eppure indelebile storia come Pascali, Basquiat, Woodman, il ragazzo raggiante Keith Haring.

Coraggioso il capitolo critico nei confronti dell’architettura museale, ora troppo connotata dalla personalità dell’autore ora troppo neutrale. Dopo aver elencato divieti e assensi, lancia un grido di esortazione: “architetti ancora uno sforzo!”.
Chi sono Ba Be Bu? Sono Bacon, Beuys, Burri, ovvero le onomatopee dell’io! E i tre miti del furor esecutivo? Sono Michelangelo, Picasso e Pollock. Se D’Annunzio è il vate di marmo, cosa può essere Pier Paolo Pasolini se non il vate di carne, l’artista che ha saputo in qualche modo morire di vita!.
La narratività di Bonito Oliva è intrisa di sensorialità aperta, di odori di mare e di neve: è mitteleuropea e partenopea insieme… e non è poco.
Il 25 novembre il libro è stato presentato all’Associazione Satura di Genova, alla presenza dell’autore, dai critici d’arte G. Beringheli e la scrivente. In tale occasione è stato presentato il ritratto acustico di Achille Bonito Oliva realizzato dal musicista Andrea Liberovici.

Viana Conti

Gratis a bordo dell'arte, Achille Bonito Oliva
Skira (2000), p. 336, Euro 24.79

di Annamaria Tagliafico

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