Outdoor Magazine Venerdì 28 luglio 2017

Fare surf sul Tamigi a Londra, oggi è possibile!

Magazine - Hai mai provato a fare surf, o sai come farlo? Il surf è uno sport conosciuto ovunque, e consiste nel cavalcare un onda su una tavola di legno o plastica dura, lunga circa due metri, stando in piedi in equilibrio mentre la tavola viene trasportata dall'onda. Di solito il surf si fa sul mare. Ma c'è una novità! 

Se hai mai viaggiato a Londra, forse avrai visto il fiume Tamigi. Se sei stato tra i fortunati, forse avrai visto anche delle onde sul tamigi, e magari anche qualcuno che le cavalcava con una tavola da surf! A Londra infatti già da tempo ci si chiede: non sarebbe bello se fosse possibile andare in tavola da surf sul fiume Tamigi? E in realtà l'idea di surfare sul Tamigi è già una realtà sperimentata da qualche audace solitario. Nel corso del tempo sono stati numerosi i progetti varati per portare il surf al centro di Londra, con la creazione di strutture attrezzate e piscine mosse da onde create artificialmente, mentre fanno la loro comparsa le prime tecnologie per onde artificiali che potrebbe rendere l'idea di raggiungere le principali zone di Londra in tavola da surf una realtà quotidiana.

A lavoro... surfando sul Tamigi

Da tempo a Londra rimbalza l'idea di rendere il Tamigi un corso percorribile con... la tavola da surf. A dire il vero, notizie di gente che surfa sul Tamigi si son sentite già dieci anni fa. Del 2008 è la notizia che parla di un giovane, Andy White di Newquay, paesino sul mare a Sud del Regno Unito, che a un certo punto dopo il suo trasferimento a Londra, stanco della città affollata e del traffico nelle ore di punta e nostalgico del suo mare e delle sue onde, ha deciso di andare al lavoro in tavola da surf! Ogni giorno percorreva in due ore il percorso di 8 km che lo portava da casa sua, a Putney, fino a Vauxhall Bridge dove lavorava: e lo faceva sulla sua tavola da surf, nel fiume Tamigi. Quindi, arrivato a destinazione, si spogliava delle vesti sportive e si rivestiva di tutto punto pronto per la giornata lavorativa. Subito dopo, il suo amico Ed Haynes ha iniziato ad emularlo, e così erano già in due a surfare sul Tamigi. Curioso, vero? Era il lontano 2008, e proprio in questi anni prende piede nella capitale britannica l'idea di dar vita a impianti di surf sull'estuario del fiume. Eppure questa moda non è nuova: già infatti da tempo si fa surf sul fiume Eisbach, in Germania. Probabilmente è da qui che nasce l'idea di fare surf sul fiume Tamigi.

Venture Extreme: surfare su un fiume

Sempre in questi anni a Londra rimbalza sulla bocca di tutti il progetto Venture Extreme, un impianto che sarebbe dovuto sorgere sulle rive del Tamigi nella ex zona portuale delle Docklands: con stime di spesa di oltre 30 milioni di sterline, prevedeva una super-struttura acquatica sul fiume, con tanto di spiagge e palme, spazi mercato e ristoranti, dove si rendeva possibile surfare su onde alte fino a 2 metri: proprio come se gli ospiti fossero nelle varie La Jolla o Pacific Palisades californiane di cui cantavano i Beach Boys. Il tutto alla modica cifra di 45 sterline all'ora... L'idea era nata dall'imprenditore Steven Jones, appasionato di sport estremi, ma ha da subito suscitato critiche e disapprovazioni da parte della cittadinanza, delle associazioni a difesa dell'ambiente e della politica, ma anche dei surfisti stessi, i quali ci hanno visto in questa trovata non solo un pensiero di base legato al commercio, ma anche una perdita del senso reale del surf, che, a loro dire, è un equilibrio tra gli elementi della natura che non potrebbero essere riprodotti artificialmente. In definitiva, dopo alcune battaglie la associazione Venture Extreme ha dovuto ridimensionare i propri progetti.

Il Silvertown Surf Centre

Tempo dopo compariva per iniziativa della stessa impresa di Venture Extreme l'idea del Silverton Surf Centre, un impianto di portata minore sui Docklands di Londra dove cavalcare alte onde per coloro che adorano andare in tavola da surf. Si tratta di una struttura attrezzata con una enorme piscina dalle onde ricreate artificialmente, che avrebbe dovuto aprire i battenti nel 2011. Sembra però che la soluzione non convinca, e sempre più persone hanno espresso i propri dubbi sulla reale efficacia e interesse della struttura. Oltretutto son subentrati numerosi problemi anche legati alla gestione dell'impianto e in seguito alla crisi del credito del 2010 il progetto è stato momentaneamente abbandonato dalla compagnia.

Oggi, a quasi 10 anni di distanza dai primi tentativi di cui si ha nota però fare surf sul Tamigi è ancora un desiderio di molti, e si stanno vagliando idee per rendere questo sogno una realtà.

Impianti per surfare in città

Le prime onde artificiali per mezzo di una macchina erano state create e sperimentate già nel 1966 in Arizona da un certo Phil Dexter, appassionato di surf: quelle onde non raggiungevano però un'altezza tale da poter essere cavalcate come nel vero surf. In compenso la sua idea è diventata una vera attrazione acquatica per bimbi. Ciò dimostra come in realtà l'idea di portare le onde in città sia non così recente. Svariati sono stati i tentativi in questo senso, nel corso del tempo: un esperimento ben più riuscito è il Seagaia Ocean Dome, un enorme parco acquatico che sorgeva all'interno di un immenso hotel di lusso a Tokio, con una piscina lunga 3 campi in grado di gettare onde che raggiungevano altezze di svariati metri. Dal 1993 fino al 2007, anno in cui ha chiuso i battenti, questo luogo è stato un vero paradiso per chi ama il surf:. L'idea di creare un luogo dove surfare nel bel mezzo delle città non è stato abbandonato, e ha preso vita proprio nel Regno Unito, precisamente nel Galles, esiste una struttura attrezzata, la Wavegarden di Snowdonia, dove un impianto ultra tecnologico può dar vita ad onde alte fino a 1.9 metri e lunghe 18 secondi. Cosa ne penseranno i surfisti?

Le macchine per onde artificiali porteranno le onde sul Tamigi?

Insomma, si direbbe che almeno sulla carta portare il surf sul Tamigi sia possibile: e se proprio le onde mancano, molti sostengono che si possa ricrearle artificialmente con dei macchinari all'avanguardia. Passi notevoli son stati fatti in questo senso dall'uomo, che è riuscito a ricreare meccanismi altamente sofisticati per creare onde altre in bacini d'acqua naturali, così da portare il surf anche dove non si ha il mare con i cavalloni giganti. Qualche tempo fa un noto ex surfista americano, Kelly Slater, 44 anni e 11 volte campione del mondo, sembra si sia messo a lavorare in segreto a un macchinario che riproduca delle onde perfette per il surf: sembra che questo fosse pensato per esser applicato a bacini d'acqua e tramite un potentissimo moto meccanizzato possa innescare delle onde riproducendo quelle del mare. L'invenzione sta destando interesse in tutto il mondo... e che possa essere proprio questa l'idea giusta per portare finalmente le onde da surf sul Tamigi?

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