Concerti Magazine Martedì 3 giugno 2003

‘Outside the loop’: tornano i Meganoidi

Attesissimo, è il minimo che si possa dire del nuovo album dei Meganoidi. E finalmente ci siamo: mercoledì sera, alla Fiera del Mare, il gruppo ska-core genovese che per due anni ha furoreggiato senza conoscere cali di entusiasmo grazie a pezzi come Supereroi, Meganoidi o King of ska, presenterà la nuova fatica al suo pubblico di affezionatissimi concittadini. E dal 6 giugno Outside the loop – stupendo sensation sarà nei negozi, al “prezzo consigliato” di 13 Euro.

Riuscirà il nuovo disco a confermare i nostri nell’olimpo della musica italiana? Le premesse ci sono tutte, semplicemente perché i sei ragazzacci hanno stoffa da vendere: non bisogna dimenticare che il precedente Leggi l'articolo è stato a dir poco un evento nel macilento mondo delle autoproduzioni, portando i Meganoidi fino alla . I loro sono stati a lungo nelle heavy rotation di MTV, spinti dall’entusiasmo del pubblico più che dai desideri delle major.

A proposito di major. Anche questa volta il gruppo genovese – rinunciando ad allettanti offerte – ha deciso di percorrere fino in fondo la strada dell’autoproduzione (che vuol dire, in cambio dell’indipendenza, rischiare i propri soldi di persona. E poi dicono dei genovesi…). L'album è stato registrato nel marzo 2003 nello studio di Genova Campi – la creatura dei Meganoidi, un gioiellino a disposizione della città – da Roberto Vigo, mixato da Vic Florencia all'Iguana Recording di Toronto e masterizzato al ClassicSound di New York da Joe Lambert.
La line-up della band ha visto un paio di cambiamenti: il percussionista Francesco Di Roberto ha lasciato il gruppo per continuare la sua carriera di vj. Alla batteria Saverio Malaspina (ex Sensasciou e Blindosbarra) ha sostituito Marco Chiesa.

Ma affrontiamo direttamente il discorso con Davide, il cantante…

Allora, cosa ci puoi dire del nuovo album?
«È un lavoro che segnerà certamente una svolta per noi. Intanto l’abbiamo tirato giù in pochi mesi, a differenza del precedente. E poi è molto più rock, molto ma molto ma molto»

Rock? Intendi ska-core più “core” che “ska”?
«No intendo proprio rock. Certo, restano alcune parti in levare, ma la linea fondamentale è quella, più dura»

Come mai questa decisione?
«La definirei piuttosto un’evoluzione, un cambiamento naturale. Direi che siamo maturati musicalmente e ci siamo sentiti di fare questa cosa. Tutto qui».

La musica dunque è cambiata. E i testi?
«Bé, ci conosci... in questo caso non ci siamo smentiti, abbiamo affrontato il problema dell’attuale governo italiano, e con toni molto critici. Anche l’ironia di pezzi come Meganoidi o Supereroi l’abbiamo lasciata un po’ da parte: questa volta non ce la siamo sentita perché la situazione a nostro parere non permette più di riderci sopra»

Cantate in inglese o in italiano?
«In inglese per buona parte, ma ci sono due o tre pezzi in italiano. C’è un motivo: abbiamo fatto questo disco per l’Europa, non per il mercato nazionale. Con questo lavoro vorremmo proprio uscire dall’Italia, o almeno provarci»

Immagino che abbiate previsto un video…
«Infatti. Ne abbiamo uno quasi pronto che sta per uscire [For Those Who Lie Awake (Let's Go), ndr]. L’abbiamo girato – in digitale – con i ragazzi di McFactory, genovesissimi anche loro. Ci saranno un po’ di effetti speciali, tenteremo di creare una specie di 3D computerizzata. Vedrai, sarà molto bello»

Continuate con caparbietà la strada dell’autoproduzione…
«Esatto, abbiamo fondato per questo la , la nostra etichetta, con la quale produrremo altri gruppi genovesi per promuovere la scena nostrana»

Non ci resta che aspettare...

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