Magazine Mercoledì 5 luglio 2017

Mi ha tradito. Ho paura di non riuscire a trovare qualcuno di cui fidarmi

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Magazine - Salve dottor Ventura,
Le scrivo per sottoporle in sintesi la mia situazione.
Ho 20 anni. Ho intrapreso una storia di 6 anni con un ragazzo che mi ha tradito diverse volte.
Ho deciso giustamente di lasciarlo, perché ho capito che tutte quelle promesse, le impressioni che mi aveva fatto, erano delle menzogne.
Ora però il problema sta nel fatto che lui continua a cercarmi, chiedendo un perdono che non avrà, in quanto già mi è costato provare a concederglielo nelle puntate precedenti.
Contemporaneamente, pensando al tempo passato insieme, faccio davvero fatica a riuscire a proseguire serenamente la mia vita: non ricordo come fosse prima di incontrare lui, siamo cresciuti insieme, e, nonostante tutto, provo ancora dei sentimenti nei suoi confronti.

Passata la rabbia iniziale, ora ci sentiamo e a volte ci siamo visti.
So che dovrò chiudere, perché non voglio dover passare la mia vita nella paura, a dovermi difendere dalla persona che ho a fianco, ma temo davvero che mi ritroverò sempre a fare i conti con lui.

Ho paura di non riuscire più a trovare nessuno di cui fidarmi, o con cui fare dei progetti importanti, come avevo già fatto prima. E ho paura che una parte di me non smetterà mai di amare quello che pensavo che fosse.
Cosa mi consiglia?
Comunque sia, grazie per l'attenzione.

Buongiorno.
Essere traditi non è bello ed essere traditi più volte lo è ancora meno. Ma come insegna la storia, a volte, anche i migliori vengono traditi,e spesso proprio da chi gli sta vicino. Eppure, nonostante la delusione, bisogna continuare ad andare avanti. Ma prima di parlare di lei, volevo prendere spunto dalla sua, di storia, per riflettere assieme sul significato del perdono.

Se analizziamo l'etimo, per dono è come se noi, quando, perdoniamo, regalassimo il nostro assenso, senza volere nulla in cambio. E cosi benevolmente, accettiamo, il comportamento dell'altro senza nessuna replica. E con questo perdono, molto magnanimo, non stupisce se, poi, questo altro, ritenga di poter continuare nel suo agire, visto che, a noi, non è costato nulla, perdonare.
Altro discorso è se noi perdoniamo, emotivamente, (ovvero non coviamo vendetta o rancori) ma chiediamo all'altro, un atto di pentimento, attraverso un congruo risarcimento, del danno fatto. In questo caso è possibile che, l'altro, stia più attento, in futuro, a non ripetere le sue azioni.

Scusi la divagazione, ma ha un suo perché.
E potrebbe, in parte, spiegare il motivo per cui il suo lui continua a cercarla e continui a tradirla. Molto probabilmente perché, tanto, a lui, non costa niente tradirla. E chissà che lui abbia anche la sensazione che neppure a lei costi perdonarlo. Visto che lei lo fa e lo ha fatto come se fosse un dono, senza volere nulla in cambio. (se non una promessa, verbale, che, a sua volta, non ha alcun valore).

Certo, tra voi due c'è anche il fattore attrazione, che non è poco e che è difficile da scordare, ma temo che questo sia il suo lato debole, piuttosto che il lato debole del suo lui.
Infine c'è la parola che lei usa di più, ovvero: paura.
E non è una bella parola, perche rimanda ad una brutta sensazione e non si vive bene avendo paura.

Dunque non starei a preoccuparmi di cos' era lei prima. A 14 anni lei era sicuramente diversa da adesso, più ingenua, più inesperta e più piccola, com' è normale che sia. E se a 14, 15, 16 anni, si possono fare dei tentativi che non sempre hanno esiti positivi, non vuol dire che, solo per questo, siamo condannati a ripetere le stesse scelte, anche a 20 anni.

Le ricordo che, ora, lei è più grande ed ha più esperienza e dovrebbe incominciare a pensare al suo oggi ed a come vivere bene senza paure, rafforzando i suoi lati deboli, per costruire quella che sarà la Lei del futuro. E di sicuro, sarà una lei diversa da quella che è la lei di adesso. Certo, il ricordo rimane (anche se a poco a poco sbiadisce e viene sovrascritto da altri ricordi e da altre emozioni) E si ! Se una persona ci piace è difficile riuscire a far finta di niente. Ma la storia non è il destino. E di nuovo sì! Quello che ci frega, è la voglia che gli altri siano come noi vorremmo che fossero. Ma è davvero un inganno della nostra mente (più che del nostro cuore).

Ci siamo passati quasi tutti. Siamo tutti caduti dalla bicicletta, dai pattini e dagli sci e ciononostante siamo diventati bravi ad andare in bicicletta, sui pattini (io no) ed a sciare. Alcuni sono anche diventati campioni, senza per questo scordare le ginocchia sbucciate (o le facciate nella neve).

Per cui, la invito ad avere meno ripensamenti riguardo al suo passato, di bambina e più fiducia di saper gestire quello che la aspetta nel suo futuro, di donna. Un futuro in cui spero che lei incontrerà persone che la daranno altre gioie e forse anche altri dolori. Ma superare tutto questo le servirà per farla sentire molto più sicura di sé e molto più serena, nell'affrontare questa cosa bizzarra che chiamiamo vita e che non sempre va come vorremmo.

Saluti e buona estate
Dott.Marco Emilio Ventura
Psicologo Psicoterapeuta Mental Coach
Genova

di Marco Ventura

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