Magazine Venerdì 30 maggio 2003

Quando sei nato non puoi più nasconderti

Maria Pace Ottieri sarà a Genova lunedì 2 giugno nell'ambito del .
Alle ore 18, alla Loggia della Mercanzia (Piazza Banchi) si terrà la presentazione dei due libri di e Quando sei nato non puoi più nasconderti di M.P. Ottieri. Un momento scelto per riflettere sul tema Immigrazione, moderato da Laura Guglielmi, con Antonio Balletto e Dante Taccani.


Cancella la rappresentazione.
Ferma i fili che muovono la marionetta.
Circoscrivi l’istante presente del tempo.
Prendi cognizione di ciò che avviene a te o ad altri.


Sono parole dell’imperatore romano Marco Aurelio. Le cita Carlo Ginzbburg nel suo “Occhiacci di legno. Nove riflessioni sulla distanza” .
Li ho trovati insieme, il nuovo libro di Maria Pace Ottieri e questo di Ginzburg di qualche anno fa. Per caso li stavo cercando nello stesso momento, e me li sono ritrovati tra le mani notando subito una specie di parentela.

Il libro di Maria Pace è una cronaca che parte dalla distanza per tentare di annientarla, esorcizzarla, forse parzialmente sospenderla ma che è impossibile risolvere. E’ la distanza che separa il mondo dell’immigrazione clandestina dal nostro di europei sazi, satolli e dalla memoria corta.
Pace va ai confini del nostro paese, prima al sud a Lampedusa poi al nord a Gorizia, a parlare con la gente che quotidianamente vive gli sbarchi: militari, preti, carabinieri, volontari, un mondo di persone che, come scrive lei, ‘vive di loro e per loro”. Ci racconta questo suo viaggio proprio nel suo farsi, non ci sono filtri tra la sua esperienza e quello che leggiamo. Il reportage avviene e si svolge lungo i caratteri neri delle sue parole, attraverso nomi propri di persone e luoghi fisici, cariche professionali o militari, in alcuni casi curriculum di vite intere. A momenti si fa quasi fatica a seguirla nel suo viaggio, perché lei è motivata da una “curiosità irrefrenabile”, gadget che non si compra con il libro.

Non si tratta di narrativa, si tratta di testimonianze colte sul posto nel momento in cui la stessa autrice le esperisce. Non c’è arte, nel senso di artificio, non c’è rappresentazione. C’è il documentario di chi guarda o meglio “esploro con occhi smaniosi ... come un goloso in una pasticceria”. Ecco cosa muove il libro, una necessità inquieta di addentrarsi nella vita di chi entra nel nostro paese a qualsiasi costo attraverso “rocambolesche peripezie”.

Ma se il libro sospende in parte il gioco dell’immaginazione, poi lo riattiva e ne parla come del movente che spinge “chi emigra”. Pace sostiene che oltre alla disperazione e alla speranza, sia in gioco questa terza forza “l’idea che esiste un altrove raggiungibile, dove il futuro possibile è già in corso”. La chiama “formidabile motore dell’azione”, quell’immaginazione che, essendo collettiva, muove intere masse e non solo chi è “disperato... rotto a ogni spavento”.
“I movimenti migratori sono solo un aspetto dei più vasti movimenti di tutto il mondo”: turismo, pendolarismo, migrazione ricorrente del “lavoratore trasfrontaliero”.

Il problema è che la clandestinità è il risultato o "adattamento" ad una immigrazione sempre più vincolata e impedita dalla progressiva chiusura delle frontiere. Per questo, sostiene Pace, occorre guardare alle vicende che legano l'immigrazione alla criminalità alla rovescio: perché è la criminalità a servirsi dell'immigrato e a sfruttarne la situazione non viceversa.
Soluzioni?
Pace propone di stabilire in modo chiaro le condizioni che un candidato deve soddisfare per immigrare in Europa, così da garantirgli poi gli stessi nostri diritti civili e politici.

Quando sei nato non puoi più nasconderti
edizioni Nottetempo, Roma
12.00 euro

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