Magazine Mercoledì 28 giugno 2017

Ho perso mio padre e non riesco più a vivere

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Magazine - Salve,
da quattro mesi ho perso mio padre e non riesco più a vivere…anzi sarebbe corretto dire che non voglio più vivere.
Sarò esagerata nell'affermarlo, ma io dico davvero.. non riesco a dare più un senso alla mia vita, perché prima la mia vita era lui. Appena mi alzavo dal letto la mattina ci sedevamo e programmavamo insieme la mia giornata, tutto quello che facevo era in funzione di lui, per lui e con lui.
Era più di un padre per me, era anche amico, confidente, mentore e guida.
Lo stimavo tantissimo e lo amavo tantissimo.
Mi manca troppo. Le mie giornate non hanno più colore, mi sento triste e vuota senza di lui. Non so davvero più come fare perche lui c'era sempre e sapevo che qualsiasi cosa fosse accaduta ci sarebbe sempre stato lui che mi aiutava e aveva sempre la soluzione a tutto. Era sempre allegro, positivo, propositivo, pieno di idee e buono con tutti.
Mi sento tanto sola.

Salve,
Non conosco la sua età e lei non racconta niente della sua vita in generale, né cosa sia successo a suo padre se non che è venuto a mancare.

Immagino che tutta questa assenza di riferimenti sia dovuta al fatto che lei focalizza tutto al suo dolore.
Che le impedisce di vedere o pensare a qualsiasi altra cosa.
Sì, conosco cosa si prova in queste situazioni.

Perdere qualcuno è sempre un esperienza dolorosa.
Perdere un padre, a volte, può esserlo ancora di più.
E se questo padre era un padre "speciale", allora il dolore è davvero tanto.
E quattro mesi sono pochi per calmare questo dolore.
Eppure è questo che va fatto.

Capisco che, ora, le sembra che tutto il resto non abbia più importanza, ma lei ricorda e dice anche che, suo padre, era il suo amico, confidente, mentore e guida.
E se lo era davvero, allora mi chiedevo cosa le direbbe, ora, se potesse darle un consiglio ed essere la sua guida, su come affrontare la vita.
E sono sicuro che lui vorrebbe che lei la amasse e la onorasse questa sua vita, per la quale si è dato tanto da fare. Se davvero era la sua guida ed il suo mentore dovrebbe averle mostrato la via per viverla, questa sua vita ed anche dovrebbe averle detto che non si può farsi guidare per sempre, ma che, poi, tocca a noi essere guide di noi stessi e per gli altri che verranno.

E se davvero era il suo amico e confidente, le avrebbe detto che la vorrebbe vedere sorridente, anche adesso, perché la vita va vissuta guardando sempre in avanti e col sorriso nel cuore.

Ma, a proposito di cuore, lei dice che amava suo padre e su questo amore ci sarebbe da chiarire, meglio, cosa significa, per lei, amare il proprio padre. E cosa significa, adesso, averlo perso questo amore, Una perdita forse repentina, ma a cui dovremmo essere tutti preparati, perche è normale ed inevitabile, che accada.
Ma come dicevo prima, 4 mesi sono davvero pochi per avere la lucidità necessaria per affrontare il vuoto ed elaborare un lutto così intimo.
Ci vorrà ancora un po’ di tempo per riorganizzare i suoi punti di riferimento per la sua vita futura, così, nel frattempo l'unica cosa che ritengo sia utile scriverle è che un vero amico, un vero mentore, una vera guida,un vero amore ed un vero padre, vorrebbero solo vedere che la loro, protetta, amica e figlia, avesse imparato la lezione e fosse capace di essere allegra, positiva, propositiva e buona con tutti. Vorrebbero che fosse felice di essere viva e felice di vivere la propria vita.
Anche senza la loro presenza, fisica.
Ci pensi.
E con questi nuovi pensieri, le auguro di vivere più serenamente, una splendente estate.

Saluti
Dott.Marco Emilio Ventura
Psicologo Psicoterapeuta Mental Coach
Genova

di Marco Ventura

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