Magazine Mercoledì 28 maggio 2003

Non entrare in quel Palazzo

Tre buoni motivi per leggere Congiura Azzurra (Fratelli Frilli Editori) di Davide Stasi.

Il primo: perché è un noir ben scritto, congeniato in maniera lineare e senza sbavature. Inoltre si legge veramente bene (se avete tempo, può bastarvi una giornata), e questo, si sa, è uno dei più grandi pregi di un libro.

Il secondo: perché è ambientato a Genova e rende effettivamente onore alla fama che vuole la nostra città come location ideale per avventure a tinte fosche. Ma attenzione: non si tratta del solito libro che dipinge i vicoli squallidi e avventurosi, umidi, pieni di feccia. Il protagonista è un giovane rampante della politica locale che abita in vico delle Fate: un bell’appartamento decisamente fighetto, arredato con gran gusto. I vicoli diventano meta privilegiata della nuova “Genova bene”. Certo, la criminalità c’è (addirittura un “cartello multietnico” della malavita con cinque boss associati), siamo pur sempre in ambito noir, ma niente storie di ordinario romanticismo made in centro storico.

Il terzo: tutta la vicenda gira intorno alla politica. Fantapolitica, d’accordo, ma locale. C’è la Regione, c’è il Comune, tutti nomi fasulli, tutti fatti e persone che sono frutto della fantasia del lettore eccetera eccetera. Ma il clima è quello, qua e là emergono problematiche (vedi la ristrutturazione e la riqualificazione del Centro Storico) che sono fantasiose ma verosimili. Non c’è che dire, Stasi ha fatto un buon lavoro, si vede che ha bazzicato il “dietro le quinte” della politica (“è stato ghost e speech writer per personaggi dell’economia e della politica”, recita la biografia. Che aggiunge: nato a Genova nel 1974).

L’unico difetto, se vogliamo, è che il lettore è un po’ smaliziato: quando sente parlare di politica comincia ad annusare puzza di bruciato. Quindi il suo percorso verso la scoperta degli intrighi di Palazzo è più rapido di quello del protagonista. Ma è una pecca che si può perdonare. Anche perché l’autore ci costringe ad affezionarci a personaggi anomali, niente affatto idealisti, un po’ viscidi, il cui unico obiettivo è cadere in piedi e che non hanno (e non vogliono avere) niente dell’eroe. Scordatevi il detective tutto d’un pezzo con problemi di alcol e di donne. Il nuovo noir batte strade diverse, e qualcuna, per fortuna, porta anche a Genova.

Congiura Azzurra
Davide Stasi
Fratelli Frilli Editori
8 euro
di Donald Datti

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