Concerti Magazine Mercoledì 28 maggio 2003

Niente Brit Pop, siamo Blur

I Blur, a torto o a ragione, sono uno dei gruppi più chiacchierati del panorama musicale internazionale. Prima la rivalità con gli Oasis, poi i progetti solisti di Damon Albarn con i (che peraltro hanno dato buoni frutti commerciali), poi l'abbandono del chitarrista Graham Coxon.

Con l'uscita di Think Tank finalmente si torna a parlare dei Blur in chiave musicale, dopo che si era temuto per la sorte del gruppo stesso. Ascoltando l'album è però impossibile non far riferimento ai gossip di cui sopra: la mancanza di Coxon si sente eccome, il loro tipico suono Brit Pop è ormai solo un ricordo e l'album sembra più una produzione dei Gorillaz piuttosto che un nuovo lavoro dei Blur.

Sperimentale è il primo aggettivo che ti salta in mente, più di quanto lo fosse il precedente lavoro 13. Sperimentale quindi, ma anche ruffiano: nelle tredici tracce c'è un po' di tutto, dance (My White Noise, la ghost track del disco), punk (We've got a file on you), miscelazioni sonore (Ambulance), lo-fi e armonie jazz (Jets), richiami etnici (Morrocan peoples revolutionary). I Blur ammiccano ora ai Radiohead, ora ai Clash.

In realtà dalle canzoni di Think Tank non si riesce mai a capire se Albarn e compagni facciano sul serio o meno, se tutte quelle divagazioni musicali siano volute o siano solo il frutto del loro atteggiamento che li vuole spocchiosi e scazzati al limite della presunzione. E il disco riflette in pieno tutto ciò: all'inizio ti affascina con le sue sperimentazioni, e il singolo anticipatore dell'album Out of time, sicuramente la canzone più bella di tutto il cd, ti fa ben pensare, però continuando nell'ascolto cominci a sentire puzza di bruciato, cerchi un filo logico che unisca le varie canzoni e alla fine ti rendi conto che questo filo non c'è.

Think Tank è un disco tutto sommato piacevole, che ti incuriosisce, ma niente di esaltante, e che ti lascia con un'unica sensazione: come mai questi Blur sono così chiacchierati (per avere una risposta occorrerà forse tornare ai vecchi album, come Parklife o Modern Life Is Rubbish)?

Nicola Calabria

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