Concerti Magazine Lunedì 26 maggio 2003

Concerto Grosso

Concerto Grosso domenica 25 maggio 2003 al Carlo Felice: La Storia dei New Trolls di Vittorio De Scalzi ha ripresentato un classico (riveduto e corretto) del progressive italiano (il Concerto Grosso n. 1) con l’aggiunta di altre hit che hanno segnato la carriera della band genovese.

L’idea di fare suonare una rock band con l’orchestra sinfonica parte da molto lontano: primi furono i Moody Blues, poi vennero i Deep Purple nel 1970, quindi i Procol Harum; insomma fu una vera propria moda a cavallo tra i due decenni. L’Italia non stette a guardare e nel 1971, grazie alla collaborazione tra i New Trolls e Luis Bacalov, nacque il Concerto Grosso n. 1, primo episodio di una breve (ma raffinata) serie che toccò altri due complessi: gli Osanna (la colonna sonora di Milano Calibro 9) e il Rovescio della Medaglia (Contaminazione). I New Trolls, privandosi però dell’ausilio del musicista argentino, replicarono nel 1976 con un Concerto Grosso n. 2 (ovviamente in scaletta).

Questa la storia. Il presente è una scommessa già vinta dagli occhi: il palco del glorioso Carlo Felice, ennesimo teatro di un match tra due mondi apparentemente lontani, quello del rock, rappresentato da un’affiatato organico (non più i New Trolls, ma oltre), e quello della classica, ovvero l’orchestra e il coro del Conservatorio Paganini di Genova. Il tramite, più che Vittorio De Scalzi, è quel Maurizio Salvi, all’epoca tastierista del Concerto Grosso N.1 (ma anche di Ut e Searching for a land), oggi direttore sul podio, pur in compagnia di un poderoso Hammond.
Ma Vittorio e i suoi non si sono affatto risparmiati, suonando per oltre due ore, a livelli qualitativi supremi, nonostante le mille difficoltà tecniche che hanno condannato i musicisti a combattere tutta la sera con una resa sonora capricciosa.
Impressionano gli arrangiamenti orchestrali di In St. Peter Day e quelli vocali di Le Roi Soleil, potenziati, oltre che da notevoli artifici contrappuntistici, dal coro; emozionano i passaggi da brivido come l’Adagio dal Concerto Grosso n. 1(nella sua variazione Shadows dedicata a Jimi Hendrix e nobilitata al massimo dalla chitarra di Andrea Maddaloni) o il ricordo di De André attraverso una ricca scelta da Senza orario, senza bandiera (suggestiva la versione per voce e orchestra di Signore, io sono Irish).
Naturalmente si sono ricordati gli inizi quando i New Trolls mossero i primi passi tra beat e psichedelia alla fine degli anni Sessanta con canzoni come Visioni (accattivante il sound sixties della chitarra Rickenbaker di Sposito), Miniera (peccato qualche incertezza emotiva alla voce del batterista Alfio Vitanza, peraltro impeccabile per il resto della serata), Davanti agli occhi miei.
Hanno concluso l’evento l’immancabile Quella carezza della sera, un intermezzo - imprevisto, sempre dovuto al disservizio tecnico - di Vittorio che s’è accompagnato alla chitarra (Annalisa e Dormono sulla collina di De André), Le Roi Soleil e Creuza de mâ in una versione assai originale: orchestra, chitarre, coro, tabla indiani e un ospite, Eddy Romano, già fiatista in disparate formazioni etniche o quasi (Eris Pluvia, Avarta, Hostsonaten e Orchestra Bailam).
L’intero incasso della serata è stato devoluto dai musicisti all’Associazione Pro IST.

Riccardo Storti
Centro Studi per il Progressive Italiano

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