Magazine Lunedì 18 dicembre 2000

Un libro per gli appassionati di cinema

Magazine - Se, frugando nella filmografia di Rossellini, ci si imbatte in Cacciatori sottomarini, un documentario presentato al Festival di Cannes del 1947, non viene certo da pensare che questo breve film abbia avuto sostanzioso rilievo nella vicenda umana del regista romano.
Fu infatti questa positiva prima esperienza a spingere un gruppo di amici a tentare il rischio di un’attività produttiva. Tra di essi c’era Renzo Avanzo, cognato di Luchino Visconti e cugino di Roberto. Ancor più convinto dell’iniziativa dall’esito del successivo Tonnara, il giovanotto pensò ad una storia per un film a soggetto. Ne parlò con Roberto, ma questi, preso tra il montaggio di Germania anno zero e le riprese de Il miracolo (parte del dittico di cui si compone Amore), non mostrò alcun interesse per la proposta.

Esiste però un seguito e ne fissano la cronaca le pagine di La guerra dei vulcani, una storia di cinema e d’amore, come l’hanno definita gli autori Alberto Anile e Maria Gabriella Giannice. Attraverso una minuziosa ed efficace ricapitolazione di fatti, situazioni, personaggi, riapproda così alla memoria una sfida filmica indubbiamente unica, protrattasi per tutto il 1949 tra l’aspro arcipelago toscano.

Da una parte, Rossellini e la Bergman, che girano Stromboli, dall’altra, la Magnani e l’americano Dieterle che, sostenuti da Avanzo, portano avanti Vulcano. Al centro, il soggetto di Avanzo sottrattogli dal cugino in pro della diva hollywoodiana. Altro che La guerra dei Roses, per restare in ambiente. Lo scontro violento, combattuto a pochi chilometri di distanza tra i due set, rivive mezzo secolo dopo grazie ad un’avvincente ricostruzione, lucidamente delineando atmosfere, ambienti, presenze, retroscena. Davvero una “grande avventura”, che ha segnato un momento senz’altro irripetibile del cinema d’Antan.

Claudio Bertieri

La guerra dei vulcani. Storia di cinema e d'amore, Anilo Alberto e Giannice Maria Gabriella
Le Mani Microart'S (2000), Euro 17,56

di Annamaria Tagliafico

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