Magazine Mercoledì 21 maggio 2003

Una nave carica di... Buticchi

Un pomeriggio immersi nei misteri della storia, tra finzione e realtà. È quello che ci propone il circolo culturale Buonavoglia che giovedì 22 maggio, alle 17, ha organizzato un incontro con il maestro dell’avventura made in Italy Marco Buticchi, autore della Nave d’oro.

L’incontro, che si terrà nella sala Porta Soprana della Fondazione Carige in Via D’Annunzio 105, sarà condotto da Sergio Bounadonna con la presenza della giornalista Antonella Viale e dello scrittore Sergio Altieri.

Ma parliamo dell’autore, ligure tra l’altro, visto che è nato a La Spezia. Vero e proprio caso nazionale, racconta di aver iniziato la sua carriera di scrittore pubblicandosi i romanzi da sé, e vendendoli con la moglie di libreria in libreria. Al terzo libro, però, è arrivata la grande occasione ovvero Mario Spagnol che ha permesso all’autore sconosciuto di entrare nell’Olimpo Longanesi tra i grandi della letteratura d’avventura, proprio in mezzo a Wilbur Smith, Clive Cussler, Desmond Bagley e Patrick O’Brian.

Una bella favola letteraria a lieto fine visto che Buticchi si conferma autore di best seller: le sue tre opere Le pietre della Luna (1997), Menorah (1998) e Profezia (2000) hanno venduto più di 500.000 copie soltanto in Italia.

E adesso è arrivata nelle librerie la sua nuova fatica, La nave d’oro, un’opera che ripercorre più filoni storici, e che viaggia attraverso epoche e culture diverse tra loro dalla Roma del 68 d.C, al Giappone del 1331 passando per il paese e il mare di Favignana (Sicilia) nel 2001.

Tutto inizia con una folgorazione, racconta Buticchi, quella che lo ha colpito leggendo e rileggendo una frase, l’ultima di Lucio Domizio Enobardo meglio conosciuto come Nerone: «Quale artista muore con me». E da qui iniziano mille domande e altrettante possibile risposte pronte da romanzare. Chi fu davvero Nerone? Era così spietato come lo descrivono gli storici? E, quando morì, morì proprio lui o non, piuttosto, uno dei tanti sosia che egli utilizzava nelle più svariate occasioni? E a queste domande si aggiungono altre facce, altre storie come quella dell’ex samurai Hito Humarawa vissuto nel Giappone del Trecento, o quella di Henry Vittard e dell’ l’ammiraglio Guglielmo Grandi, entrambi nostri contemporanei, alle prese con i reperti che sembrano appartenere a un’antica nave d’oro, misteriosamente naufragata con tutti i suoi segreti.

Una storia intricata e, per gli amanti del genere, avvincente. Insomma, fare un salto alla Sala Porta Soprana potrebbe voler dire entrare nel mondo dell’avventura, e chissà, poi, se riuscirete a uscirne.

(nella foto in alto: Marco Buticchi)
di Daniela Carucci

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