Concerti Magazine Domenica 17 dicembre 2000

Into the darkness, into the moda

Chissà perché questa città ama così tanto lo ska da farne uno dei generi di maggior successo del proprio circuito musicale.
Sarà per quell’aria anglosassone che a volte si respira a Genova, o per l’abitudine da porto di mare ad apprezzare tutto ciò che sembri un miscuglio, un melting pot di musiche e culture. Forse, come succede quando le cose fanno parte dell’anima, non c’è nemmeno, il perché.

E così, senza neanche aspettartelo, ti ritrovi fra le mani questo bellissimo Into the darkness, into the moda dei genovesissimi Meganoidi.
Davide, Mattia, Jacco, Luca, Rox e Francesco girano intorno allo ska con la passione e la curiosità dei lupi di mare: esplorano altri lidi secondo i vari gusti dei componenti, spaccano le casse con tiratissimi ritmi ska-core, punkeggiano anche, ma tant’è, il cuore batte in levare.

I Meganoidi – che poi sarebbero i cattivi di Daitarn III – sono nati nel 1997 e sono alla loro seconda fatica discografica, dopo Supereroi contro la municipale (si trova anche su Napster), che li ha segnalati all’attenzione del pubblico e li ha portati a suonare come spalla a gruppi che hanno scritto la storia recente dello ska – Bad Manners, the Selecter, Statuto, Persiana Jones – e quella meno recente come i mitici Skatalites.
Into the darkness, into the moda è il loro nuovo disco, undici pezzi più una ghost-track, inciso a Genova e stampato per la Riot di Milano, con bellissime illustrazioni di Enrico Macchiavello (ricordate la pubblicità della Ceres?). E’ un album con molte idee, forse perfino troppe, ma questo è buon segno. Tanto per cominciare, si tratta di un lavoro veramente ben suonato: ottima la sezione dei fiati, ritmica attenta (niente male i giri di basso) e un cantante che passeggia con tranquillità fra i vari registri vocali.

Le tracks meglio riuscite sembrano essere quelle più marcatamente giamaicane: segnalo Into the darkness, seguito da One man band, King of ska - con una raffinata tromba in sordina che ripesca le origini swing della musica giamaicana - e soprattutto Meganoidi, che farebbe ballare anche un morto: testo allegro e ironico, musica che ti entra nelle orecchie e non ne esce più, arrangiamento curato ne fanno decisamente l’hit dell’album. Fra i pezzi più punk si fa notare New enemy, con un contagioso ritmo rock ‘n roll.
Forse l’unico appunto che si può muovere al disco è che le canzoni sono tutte costruite per essere cantate “live” sul palco piuttosto che per essere sentite nello stereo di camera. Ma insomma, si tratta veramente di poca cosa.

Nel frattempo godiamoci questo “Into the darkness, into the moda”, che potete trovare da Pink Moon, Red House e al Megastore al prezzo bloccato di 25mila lire: i Meganoidi sono bravi, suonano bene e suonano belle cose.

Teneteli d’occhio.


www.meganoidi.com

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