Ghiaccio alla Tosse - Magazine

Teatro Magazine Sabato 17 maggio 2003

Ghiaccio alla Tosse

Magazine - La grande stagione antartica e l'estate polare 1911-12. Siamo nei primi anni del Novecento e l'uomo ha sete di scoperta e di avventura. Sono ancora troppi gli spazi della terra ancora inesplorati perchè alcuni temerari non restino affascinati dal progetto della grande esplorazione. Una sfida dell'uomo contro la natura, e dell' essere umano contro se stesso.

E iniziano le prime spedizioni alla volta di territori ancora vergini. Chi, da casa, seguiva all'epoca le incredibili peripezie si appassionava a questi viaggi verso l'ignoto e ammirava i nuovi eroi che sfidavano i propri limiti. Come il norvegese Amudsen, che per primo piantò bandiera al Polo Sud lasciandosi alle spalle lo sfortunato Robert Scott e i suoi quattro compagni.
Una sconfitta che si risolse in tragedia dopo che il gruppo dovette trascorrere oltre sei mesi nel più rigido angolo della terra.
O come Ernest Shackleton, protagonista di diverse spedizioni nella Terra Australis.

Dalla sua storia prende spunto Ghiaccio, lo spettacolo che, da lunedì 19 a sabato 24 maggio, sarà presentato nella sala Agorà del . Regista e attore è Massimiliano Cividati, ma in scena ci sono anche Andrea Zani al pianoforte e Gennaro Scarpato alle percussioni.

Lo spettacolo è tratto dai diari di bordo scritti durante la spedizione del 1914 dall'esploratore che fu addirittura nominato Sir in seguito alla prima, spericolata avventura targata 1909. L'obiettivo di Shackleton era tanto ambito quanto temerario: attraversare l’Antartide, un continente rimasto, ancora oggi, in gran parte inesplorato.

Dunque un'impresa che attirò l'attenzione generale e che, come sappiamo, non riuscì. «Ma Shackleton fallisce l’obiettivo principale per produrre effetti collaterali tanto preziosi quanto imprevisti», spiega Cividati.
Infatti, l'esploratore visse una fra le più straordinarie avventure antartiche. La nave Endurance venne da subito bloccata dai ghiacci. La lunga deriva la portò ad essere stritolata dalle pericolose banchise polari.
Dovette trascorrere l'intero inverno prima che i ghiacci si sciogliessero e liberassero la nave. Poi Shackleton e il suo equipaggio raggiunsero le acque libere e gettarono le scialuppe, raggiungendo l'isola di Elephant. Ma la narrazione di Ghiaccio non finisce qui, perchè non erano terminate le disavventure del coraggioso navigatore.

Cividati ripercorre passo passo le tappe di questo percorso che finisce per diventare un viaggio all'interno di se stessi. «Attraverso le gesta di questi antieroi in un programmatico oscillare tra comicità e cotè cupi, partiremo da situazioni verosimili per sviluppare conseguenze improbabili, o da ambienti paradossali per descriverli come concreti», conclude Cividati.

Nella foto in alto la nave Endurace, in basso Ernest Shackleton

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